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La calda estate del volley, tra mercato e nazionali

di Marina Bassano –

Il 22 Luglio è la data fissata per la scadenza del volley mercato. Manca pochissimo e il lavoro per allestire la rosa della Top Volley continua senza soste.

Il nome nuovo per il reparto attaccanti è quello di Alen Sket, sloveno compagno di nazionale di Tine Urnaut, che ha giocato a Molfetta nell’ultima stagione. Nato opposto, ha recentemente cambiato ruolo diventando un attaccante ricevitore, dimostrando di essere un giocatore completo.

Per la seconda linea invece arriva Roberto Romiti, libero marchigiano classe ’83, anche lui proveniente da Molfetta e precedentemente visto a Sora. Manià a questo punto è sempre più sulla strada di Piacenza.

E’ arrivato anche il tassello che tutti aspettavano, quello del palleggiatore. La regia della prossima stagione sarà nelle mani esperte di Dante Boninfante. 38 anni, campano, Dante ha alle spalle 19 stagioni nella massima serie e un trascorso in nazionale. Nella passata stagione ha vestito la maglia di Modena, facendo da secondo a Bruninho, arrivando a giocarsi la finale scudetto, inserito spesso da Lorenzetti per la sua insidiosa battuta jump float.

Oltre ai nuovi acquisti sono diventate ufficiali le riconferme di Daniele Tailli e Andrea Rossi, giocatori sotto contratto Top Volley e la cui riconferma era perciò già nell’aria da tempo.
La ricerca ora verte soprattutto sul ruolo dell’ opposto dal braccio importante. Sostituire l’ex Starovic, secondo miglior realizzatore della passata stagione, non è certo impresa facile, ma la società ha dimostrato di sapersi muovere sul mercato in modo egregio, anche se intorno a al nuovo nome c’è ancora incertezza. Potrebbe rimanere Skrimov, altro bulgaro che ben conosce l’allenatore Placì.

I riflettori della pallavolo sono attualmente puntati però sul palcoscenico internazionale, dove il terremoto dovuto all’esclusione di Ivan Zaytsev, Dragan Travica, Giulio Sabbi e Luigi Randazzo dal ritiro della nazionale italiana alla vigilia delle Final Six di World League ha tenuto banco durante tutta la settimana, con i favorevoli e i contrari alla dura decisione di Mauro Berruto e della Federazione che hanno aperto un dibattito infervorato. Certo la decisione è di quelle drastiche difficili da capire dall’esterno, ma evidentemente il gruppo aveva bisogno di una presa di posizione del genere per ribadire alcune gerarchie e alcuni ruoli, fondamentali per gli ingranaggi di una macchina complessa quale quella di una nazionale di pallavolo. Il campo ha detto che l’Italia senza due dei suoi titolari ha reagito bene nella prima gara contro la Serbia, vincendo una gara di carattere e di buona pallavolo al tie break, ma ha ceduto di fronte alla Polonia campione del mondo, perdendo 3-1 una gara dai molti rimpianti, specie nel primo set non giocato e nel secondo, quando 3 palle set sono state buttate al vento e il set è alla fine andato agli avversari. Sconfitta che è costata il passaggio alle semifinali, e che costringe la nazionale a tornare a casa prima del previsto.

Con meno clamore, ma non per questo meno importante, si sta svolgendo anche il World Gran Prix femminile, con le ragazze di Marco Bonitta impegnate nella tappa di Catania, nel terzo weekend di gare che precede le Final six ad Omaha, negli USA. Nel girone G insieme a Belgio, Russia e Brasile, le azzurre stanno dando battaglia accompagnate dalla voce di Giuseppe Baratta, speaker della Top Volley.

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Redattrice