MAD presenta la nuova mostra di Luciano Cisi, “STRATIGRAFIE – Punti. Linee. Superfici” presso Oliocentrica

A cura di Cora Craus –
“Cisi questa volta si avventura, dopo diversi studi ed esperimenti con il colore, in un viaggio nel monocromatico – con la matita a cera ed ad olio – intriso di eleganza ed di leggerezza come solo un maestro sa fare. La natura resta la sua cifra più alta, il racconto del paesaggio e della materia che lo compone è la sintesi segnica che lo distingue. Gesti sovrapposti e composti sviluppano la narrazione, l’opera sembra parlare con fermezza all’osservatore restituendo un’emozione intensa e poetica!” Con queste parole, il direttore di Mad e curatore della mostra, Fabio D’Achille, presenta “STRATIGRAFIE – Punti. Linee. Superfici”. Opere su carta di Luciano Cisi, la nuova mostra di uno dei maestri dell’urban sketch internazionale. Inaugurazione Mercoledì 11 febbraio ore 18:00 presso Oliocentrica, Viale Cesare Augusto, 40.
Ma andiamo con ordine: Il 2026 del Museo d’arte diffusa nella cornice, nello spazio di Oliocentrica si apre all’insegna dello sketch, del disegno che è ormai una tradizione per le esposizioni di MAD in questa location.
Gisa Di Nicola e Fabrizio Gargano che gestiscono quest’attività non nascondono la predilezione di questo linguaggio tant’è che loro stessi ne sono fautori e appassionati, con Fabio D’Achille hanno fortemente voluto assecondare il desiderio di Luciano di esporre in uno spazio a lui familiare, protetto dall’affetto delle sue amicizie più care e appunto dalla sensibilità e dall’ammirazione di chi lo ospiterà per oltre un mese.
Luciano Cisi, con parole che aggiungono arte all’arte, o forse semplicemente mettono a nudo sentimenti ed emozioni, descrive così il suo lavoro: “Quando guardo il mondo e poi tento di rappresentarlo, quello che sempre mi accade, è che le immagini si formano in strati successivi. Strati che a volte sono solo nella mia mente. Altre volte invece si stratificano graficamente durante la realizzazione e l’esecuzione. Comunque sia, alla fine il risultato finale è sempre una “stratigrafia” di punti e di linee, di segni che formano delle superfici, che rappresentano dei volumi, delle forme. Per chi conosce le mie produzioni, sa quanto queste negli ultimi anni siano sempre state legate all’acquarello. Ma sempre alla base c’è il segno, ed il disegno. Sia esso esplicito od implicito.
Proprio per questo, l’amore per il segno ed il disegno non è mai sopito, ma sempre presente nella mia produzione, sia sotto traccia che nella traccia. Siano essi studi, oppure lavori la cui sintesi finale è proprio il segno stesso. Questo è, in fondo “Stratigrafie”. Una serie di lavori che lasciano il chiuso dello studio, o le pagine dei taccuini di appunti, per rendersi evidenti allo sguardo degli osservatori esterni. E la tecnica è sempre quella del segno, sia esso quello graffiato dei pastelli ad olio o a cera, sia quello più dolce della grafite. Immagini su carta che tentano di restituire la visione, la sensazione e la percezione dei luoghi”.