Al Conservatorio Respighi di Latina, la musica dell’ARAM Trio e l’arte di Ine Sergeyan si abbracciano

di Cora Craus –
In uno dei luoghi culturali più prestigiosi di Latina, il Conservatorio Statale “Ottorino Respighi”, è stato presentato oggi l’ARAM Trio, che ha proposto, insieme ad altre musiche, il suo emozionante omaggio alla musica popolare armena. La bravura dei musicisti è stata sottolineata dai lunghi e calorosi applausi del pubblico. Per i presenti c’è stata una sorpresa in più: sul palco, tre grandi opere dell’artista armena Ine Sergeyan accoglievano e letteralmente avvolgevano i musicisti.
Le tre opere sono una significativa rappresentanza della mostra “ARTE IN CONNESSIONE”, allestita presso lo SpazioMAD di via Cattaneo e visitabile fino al 28 ottobre. È stata una sorpresa vera la presenza delle opere e, soprattutto, la presenza in sala della stessa Ine Sergeyan e della critica d’arte Meri Sahakyan, in questo speciale momento musicale. Una scelta voluta dal curatore Fabio D’Achille, che non aveva reso nota in anticipo, nemmeno alla stampa, questa presenza, per sottolineare “l’esclusivo omaggio dedicato al pubblico del Conservatorio”.
Un gesto per restituire a chi c’era il senso del privilegio: esserci. È stato un pomeriggio raro, dove la musica non ha solo suonato, ma ha dialogato. Le note dell’ARAM Trio hanno trovato corpo nell’espressione artistica di Ine Sergeyan: l’Armenia non era solo ascoltata, era avvolgente, visibile. Alla fine, non c’era più un palco e una platea, artisti e pubblico, ma una sola stanza dove si respirava all’unisono. E il mondo lo abbiamo sentito come un naturale luogo di unità e amicizia.
Lasciatemi aggiungere qualcosa che ho catturato tra i commenti del l pubblico: l’idea di non separare suono e visione, ma di far avvolgere i musicisti dalle tele, è stata potente e non scontata. Istintivamente ho condiviso e realmente apprezzato il gesto del curatore, che non “vende” prima l’evento per regalarlo a chi è presente. Non siamo consumatori di tutto, siamo cittadini. Ed è bello, a volte, il nascere di occasioni che c’è lo ricordano.
Chi è l’artista armena Ine Sergeyan, le cui opere ricche di spiritualità hanno conquistato il pubblico di Latina?
Ine Sergeyan è un’artista contemporanea armena che opera nei campi della grafica, della stampa e dell’installazione. Ha conseguito la laurea triennale (2018-2022) e la laurea magistrale (2022-2024) presso la Facoltà di Belle Arti, Dipartimento di Grafica, dell’Accademia Statale di Belle Arti dell’Armenia. È membro dell’Unione degli Artisti dell’Armenia.
La sua pratica artistica si concentra sui temi della memoria, della trasformazione, della connessione umana e del rapporto tra esperienza personale e ambiente culturale. Attraverso tecniche grafiche e installazioni, esplora i concetti di traccia, continuità e connessioni invisibili che esistono tra persone, luoghi e tempo.
Il linguaggio artistico di Sergeyan affonda le sue radici negli approcci contemporanei alla stampa, combinando tecniche tradizionali come l’acquaforte, l’acquatinta, il monotipo, la linoleografia e processi grafici sperimentali. Le sue opere indagano come immagini, ricordi ed esperienze possano essere trasferiti, trasformati e preservati attraverso processi artistici.
Le sue opere sono state presentate in mostre e progetti artistici internazionali in Italia, Francia, Germania e Georgia. Tra le sue presentazioni internazionali si annoverano “MaDDonna – Mostra di artiste italiane” presso il Museo Emilio Greco di Latina, Italia (2023), “Mostra di arte contemporanea” presso il MADXI – Museo del XXI Secolo di Latina, Italia (2024), “Printmakers – Prima mostra internazionale di incisione artistica”, Châtillon, Francia (2024) e la Berlin Art Week presso la HK Gallery di Berlino, Germania (2024).
Nel 2025, Sergeyan ha partecipato alla mostra collettiva internazionale “Roots and Realities – Artisti contemporanei armeni e georgiani” presso la Kulturfabrik Moabit di Berlino, Germania, presentando la sua pratica installativa in un contesto internazionale di arte contemporanea. Nello stesso anno, ha partecipato a la Quinta Biennale Internazionale della Stampa di Yerevan 2025, dove ha ricevuto una Menzione d’Onore dall’HayArt Center per il suo contributo all’incisione contemporanea.
I suoi successi artistici includono anche il Secondo Premio in Arte Grafica alla Mostra di San Sargis organizzata dall’Unione degli Artisti dell’Armenia (2024), riconoscendo il suo contributo al campo delle arti grafiche. Oltre alla sua pratica artistica, Sergeyan è impegnata nell’educazione artistica, lavorando come insegnante d’arte e sviluppando programmi educativi creativi per bambini e giovani artisti. La sua continua ricerca artistica esplora la memoria, il dialogo culturale e le tracce create attraverso gli incontri tra individui, comunità e luoghi.
Chi sono gli applauditissimi artisti così strettamente legati a Latina?
La formazione riunisce due ex allievi del Conservatorio Ottorino Respighi, oggi impegnati in attività professionale, e uno studente attualmente iscritto presso il medesimo Istituto.
Mattia Trani, laureato con il massimo dei voti sotto la guida del M° Francesco Belli, vanta prestigiose collaborazioni con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Paolo Lozupone, laureato con lode sotto la guida del M° Paolo Rovighi, ha già collaborato con musicisti come Nicola Piovani, Luigi Carroccia e Ilya Grubert in diverse formazioni orchestrali e cameristiche, in particolare con il Parco della Musica Contemporanea Ensemble e con la Filarmonica Umbra.
Edoardo Testa, oggi laureando in Pianoforte indirizzo solistico, Triennio di I livello sotto la guida del M° Marco Marzocchi, è già vincitore di concorsi pianistici come “Villa Oliva”, “Orbetello Junior”, “Perle Sonore”, “Città di Latina”, “Sette note romane” e si esibisce nell’ambito di numerose rassegne e festival pianistici.