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Autrici pontine. “Con gli occhi di una donna. Lelia Caetani, storia di una principessa”, di Clementina Corbi.

Di Cora Craus –

“Una principessa è una principessa e tutti potevano vederla nei libri di fiabe. Ma per noi era diverso: noi l’avevamo lì e stava arrivando, in carne ed ossa. Diciamo più ossa che carne, perché era magrissima e altissima. Quel giorno indossava una gonna che scendeva fin sotto le ginocchia e quelle scarpe…Non ricordo di averle mai viste prima, quelle meravigliose ballerine rosa antico come la gonna”.

È un brano tratto dal libro “Con gli occhi di una donna. Lelia Caetani, storia di una principessa”, di Clementina Corbi. (Ed. Atlantide- pag.46 – € 13) L’eco raffinato di un realismo magico affascinante e delicato ci conquista fin dalle prime pagine del libro; da cui traspare con forza qualcosa di etero, impalpabile e, nello stesso tempo, concreto e tenace: l’immenso affetto e ammirazione di una donna per una donna, di Clementina per Lelia per la principessa.

 Prima di inoltrarci nella storia, conosciamo l’autrice: un’affermata pittrice e illustratrice sermonetana, una brava pianista. Musica, poesia e colori sono l’alfabeto con cui costruisce la sua opera. Il primo invito che rivolge ai suoi lettori/trici è di immergersi nella lettura facendosi accompagnare da specifiche note: il “Sestetto in Re maggiore per pianoforte, violino, due viole, violoncello e contrabbasso. Op. 110 di Felix Mendelssohn”. Lei, confida di aver scritto così il saggio, con questa particolare musica come sottofondo, e la lettura del libro dura quanto il brano musicale. Perché proprio questa musica, questo compositore? Troverete le risposte, ricche di particolari e confidenze nel libro.

Un filo d’Arianna attraversa tutta l’opera legando un mondo decisamente al femminile, a partire dalla leggenda della principessa Ninfa, morta per amore, fino alla protagonista del libro, la principessa Lelia Caetani, l’ultima Caetani del ramo principale dell’antico casato. La mamma di Lelia, Marguerite Chapin, moglie del compositore Roffredo, amava circondarsi di artisti, intellettuali, musicisti, pittori; sotto il suo impulso, Sermoneta fu definita “una piccola Parigi”. E la principessa Lelia, in seguito, contribuì a consolidare nel tempo questa nomea, questa realtà.

 Tra i tanti aneddoti che punteggiano il libro vi è l’episodio del ritrovamento della spada di Cesare Borgia, la “Cinquedea”, non manca un ricordo, un accenno a una particolarissima donna che ha abitato le stanze della “Fortezza”: Lucrezia Borgia.

Poi, c’è la famiglia dell’autrice, che per generazioni sono stati parte integrante del castello: la Corbi ricorda la zia Vittoria, moglie del custode, la nonna “Ndinda”, tutte persone che hanno vissuto nel e per il castello, per la famiglia Caetani. Per la stessa autrice e i suoi cuginetti, quello storico luogo era “casa”. Con dolcezza infinita, Clementina Corbi chiude la prima parte del libro così: “A Donna Leila Caetani, pittrice e giardiniera. La nipote di ‘Ndinda”.

“Con gli occhi di una donna. Lelia Caetani, storia di una principessa” è un testo che affascina per la sua capacità di evocare un mondo arcaico, sibillino, misterioso, sempre in bilico tra le pieghe della storia e quelle della leggenda. Scritto in punta di penna, con una delicatezza materna verso i lettori/trici verso gli stessi personaggi. E non parlo a caso di maternità, perché c’è un piccolo passo nel libro dove Clementina si sente molto vicina, quasi in simbiosi come donna, a Lelia: ad entrambe è stata negata la gioia della maternità biologica; l’una ha riversato questo amore verso i suoi allievi, l’altra all’armonia e alla bellezza dei giardini che creava nei suoi quadri prima di farli realizzare.

Il libro è un vero e proprio viaggio nel tempo che lascia il desiderio di scoprire di più sulla principessa, sulle principesse Caetani, sulla Torre di Ninfa e la sua leggenda.

“Una leggenda che viene tramandata e trasmessa ai posteri. I contadini la raccontavano, e i nostri nonni la narravano a noi. E narrandola e ascoltandola si trasformava e tuttora si trasforma, perché ogni bambino sa cosa vuole trovare in una leggenda: la sua forza, la sua paura, vuole sentirsi un contottiero, vuole immaginare di avere una spada e un cavallo e di poter combattere contro il cattivo…”

Un libro da leggere, da assaporare, a ogni parola e a ogni immagine; appunto le immagini: delicati e magnetici acquarelli che illustrano tutta la storia narrata. Un libro adatto per lettori della prima infanzia e, senza soluzione di continuità, per lettori fino a 100 anni, perché tutti noi, nelle varie fasi della nostra vita, finiremo per trovare qualcosa di magico, di incantato, che riguarda noi, i nostri sentimenti, il nostro desiderio di sogno.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista