Un atteso ritorno tra arte circense e letteratura: La tredicesima edizione del Caffè letterario.

di Cora Craus –
Un luogo dove la parola si fa acrobazia e il ricordo trova il suo equilibrio sulla corda tesa: “Il Caffè letterario” condotto dalla giornalista Dina Tomezzoli torna per la tredicesima volta a trasformare l’attesa dello spettacolo in spettacolo esso stesso. Un rito collettivo, sospeso tra polvere di stelle e profumo di carta.
Venerdì 16 ottobre alle ore 18, nell’ambito delFestival Internazionale del Circo che celebra la sua 27ª edizione,presso il foyer del grande chapiteau accoglierà la tredicesima edizione del Caffè letterario a tema circense. L’incontro esplorerà il mondo del circo attraverso libri, film, poesia e testimonianze. Ingresso libero.
Protagonisti del pomeriggio saranno: Alessandra Litta Modignani che presenterà il film “Il Circo della Memoria”. Roberto Fazzini parlerà del libro “La Strada Verso la Meraviglia”. Marco Coluzzi, gestore de “La Mia Libreria”, approfondirà il ruolo dell’editoria circense, mentre Giovanna Coluzzi presenterà il progetto FAI A metà strada: cibo, souvenir e spettacoli il giorno del circo. Silvio Sangiorgi proporrà il suo nuovo libro d’arte e poesia, ispirato al circo nomade.
“Il Festival Internazionale del Circo d’Italia – ha dichiarato la conduttrice – si conferma un punto d’incontro tra arte, tradizione e innovazione, capace di trasformare Latina in un palcoscenico internazionale e di raccontare il circo non soltanto come spettacolo, ma come patrimonio culturale e umano. Il mondo del Circo sarà raccontato da un insolito punto di vista, dietro le quinte: in evidenza i sacrifici, gli allenamenti, la preparazione, la messa a punto di numeri che devono essere sempre nuovi e avvincenti ma anche come si studia e si lavora per assecondare e far crescere una grande passione. Anche quest’anno protagonisti del “Caffè letterario a tema circense” la narrativa, la poesia, la saggistica, la fumettistica ma soprattutto l’amore per un’arte che è spettacolo”.
Perché non mancare a questo magico appuntamento?
Perché il circo non è mai solo ciò che accade sotto il tendone. È metafora della nostra condizione fragile e tenace, del cadere e del rialzarsi con grazia. È la casa di chi ha scelto il viaggio come dimora e la meraviglia come mestiere. Un celebrare insieme questa umanità itinerante, che da sempre ci insegna a guardare in alto senza avere paura di volare.