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“La ballerina” Il nostro viaggio nella rubrica “Le donne di Matilde Serao: radiografia di un’epoca”

foto AI

Di Cora Craus –

Con la novella “La ballerina” continua il nostro viaggio nella rubrica “Le donne di Matilde Serao: radiografia di un’epoca”. La novella – notate la particolarità – apre sulla vita mondana dell’ultimo giorno dell’anno: 31 dicembre 1889 nel cuore del Teatro San Carlo di Napoli.  Qui tra le vite spesso invisibili delle ballerine di terza fila, ragazze sfruttate e accusate di essere donne leggere, tra loro c’è la protagonista Carmela Minino, ragazza onesta e religiosa, schiacciata dai pregiudizi.

  La sua onestà, anziché ammirata e premiata viene vista come stupidità. “Siete proprio una scema”, le dice il farmacista quando, una volta di più, lei rifiuta le sue profferte “d’amore”

 La Napoli di Serao è una città, una società in bilico tra sfarzo e miseria. Un mondo che la scrittrice “scortica” con pietà e coraggio, mostrando le crepe di una società che si prepara a cambiare pelle.

Nella novella c’è un affresco sullo stile di vita della media e buona società napoletana dell’epoca, ma il focus della Serao è la denuncia sullo stato femminile: povertà, solitudine, ingiustizie, l’amaro destino di queste donne in un’epoca in cui anche la dignità era un lusso.

 La difficoltà non era solo la povertà, era la mancanza totale di alternative. Una donna senza dote e senza marito, come Carmela, aveva solo il suo corpo per lavorare, in ogni caso essere vivente, forse solo “cosa” di seri b.

Oltre a Carmela, chi sono le altre donne della novella attraverso cui Serao costruisce la sua radiografia dell’epoca?

Andiamo con ordine, cominciando con la donna più importante per la protagonista: Amina Boschetti, per la quale accetta infinite umiliazioni per poterle offrire un gesto di amore, di riconoscenza. Una corona di fiori bianchi è tutto quello che Carmela vorrebbe portarle al suo tempio egizio al cimitero, ma tutto ciò che possiede sono 18 lire, il suo tesoro e la sua miseria.

Chi è Amina Boschetti?

Amina non appare mai viva, non è una convitata di pietra: è un mito. È stata la ballerina perfetta, bella, ricca, adorata, morta nel pieno del trionfo. Per Carmela è una madre, una santa laica.

Poi c’è l’antitesi di Carmela Minino: Emilia Tromba, ballerina di prima fila che balla male ma è bellissima, volgare, mantenuta da uomini ricchi come Ferdinando Terzi. Rappresenta la via facile, il compromesso morale ciò che Carmela rifiuta ogni sera.

E poi tutte le altre figure secondarie nella storia, elementi decisivi e dettagli di stile nell’affresco femminile dell’epoca. Bettina, Gaetanella, Maria Civita, ognuna mostra una strategia diversa di sopravvivenza, di sfida alla vita

“La Ballerina”, una novella che resta attuale: un grido contro il pregiudizio e la disuguaglianza sono voci del passato che ci parlano di oggi.

La bellezza del messaggio di Serao è questo: la vera bellezza di un’epoca si misura da come proteggiamo chi è fragile. Ieri come oggi.

E La ballerina resta un invito a guardare oltre le luci della ribalta, a guardare l’essenza profonda dell’essere umano.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista