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Lievito. Il 30 aprile un intenso giovedì, una giornata che attraversa linguaggi e generazioni, comunità e memoria

Il regista Gianfranco Pannone. Attesissimo il suo docufilm “Devozione”

A cura di Cora Craus –

Tra un cortometraggio nato tra i banchi di scuola, un laboratorio per i più piccoli, una riflessione sulla terza età, un romanzo sulla memoria e un concerto che attraversa il tempo, la giornata del 30 aprile di Lievito si compone come un racconto corale. Un percorso che trova nel cinema di Pannone il suo approdo naturale, ma che vive soprattutto nella capacità di mettere in relazione esperienze, linguaggi e generazioni diverse, restituendo alla cultura il suo ruolo più autentico, quello di spazio condiviso.

C’è un filo invisibile che tiene insieme la giornata di giovedì 30 aprile a Lievito, ed è quello che lega le storie individuali a una dimensione collettiva, la memoria personale alla narrazione condivisa, l’esperienza alla partecipazione.

A incarnarlo, in chiusura di giornata, sarà il cinema di Gianfranco Pannone, che alle ore 21 al Corso presenterà il suo ultimo documentario “Devozioni”, passato di recente dal Bari International Film Festival. Un lavoro che affonda nelle radici del Sud, tra riti, luoghi e comunità, e che interroga il rapporto tra fede e partecipazione civile, restituendo uno sguardo profondo su ciò che resiste nel tempo. Non è solo una proiezione, ma un incontro diretto con uno sguardo autoriale che Latina conosce bene: Pannone, infatti, ha più volte raccontato il territorio e torna ora a dialogare con il pubblico proprio attraverso una riflessione sul senso di appartenenza e identità.

Ma vediamo da vicino il calendario di questo straordinario 30 aprile.

 Ll racconto della giornata comincia molto prima, già dal mattino, con uno sguardo rivolto al futuro. Alle 9.00 gli alunni dell’istituto comprensivo di Via Tasso porteranno nella sala grande di Palazzo M il risultato del loro lavoro con “Dalla pagina allo schermo: scuole stellari”, un progetto che intreccia cinema e fumetto e che ha condotto i ragazzi alla realizzazione di un cortometraggio di fantascienza. Un’esperienza formativa che mette al centro la creatività e il linguaggio delle immagini, trasformando gli studenti in autori.

Nel pomeriggio, a partire dalle 16.00, Lievito si apre contemporaneamente a due dimensioni solo in apparenza distanti, ma in realtà profondamente connesse: quella dell’infanzia e quella della terza età. Da una parte, nella sala del caminetto, i bambini dai 6 ai 10 anni saranno coinvolti nella lettura animata “Gira, gira…storia” con Chiara Agresti, un laboratorio che li accompagnerà dalla scoperta dei libri alla creazione di nuovi racconti, in un percorso che stimola immaginazione e pensiero critico. Dall’altra, nella sala grande, “Ben-essere anziani: incontro, salute e comunità” con il dottor Fausto Bonifacio porterà al centro il valore della conoscenza, delle relazioni e della partecipazione culturale nella qualità della vita delle persone anziane.

Due appuntamenti che dialogano tra loro, restituendo l’immagine di una rassegna capace di attraversare le età e di riconoscere nella cultura uno spazio comune. “La divulgazione scientifica – sottolinea il curatore di Lievito Scienza Gianni Morelli – non è solo trasmissione di contenuti, ma costruzione di relazioni e occasione di crescita condivisa, a ogni età”.

A tenere insieme memoria individuale e storia collettiva sarà poi la letteratura. Il giornalista e scrittore Pier Vittorio Buffa, alle 18.00, sempre in sala grande, presenterà il suo ultimo libro “Il pane non può aspettare”, un romanzo che attraversa uno dei momenti più drammatici della storia italiana attraverso lo sguardo di un gruppo di ragazzi chiamati a scegliere, improvvisamente, tra amicizia e guerra. Una narrazione che parla di Resistenza, di radici, di identità e di scelte, e che si inserisce naturalmente nel percorso della giornata. A dialogare con l’autore sarà il giornalista Vittorio Buongiorno.

Alle 19.00 sarà invece la musica a costruire un ponte tra tempi e linguaggi. Nel cortile di Palazzo M, il Giulio Bozzo Quintet porterà in scena “The Time Travelers”, un viaggio nel jazz che attraversa le composizioni di Roy Hargrove e Woody Shaw insieme ai brani originali del gruppo. Un dialogo sonoro che unisce passato, presente e futuro, guidato da Giulio Bozzo, trombettista e leader del quintetto, insieme ad Andrea Cardone al sax alto, G. Prins al pianoforte, Flavio Bertipaglia al contrabbasso e Federico Chiarofonte alla batteria.

A seguire, nel foyer, la consueta degustazione a cura, giovedì, della Strada dei Vini e di Nad Chiosco.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista