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Il ’68 a Latina raccontato attraverso i libri: “Il Fasciocomunista” di Antonio Pennacchi

 

di Cora Craus –

“Intanto s’era fatto il 1968 e scoppiavano casini dappertutto. Non solo in Italia, ma proprio in tutto il mondo. Fuori che a Latina”. È un passo tratto dal romanzo “Il Fasciocomunista” di Antonio Pennacchi. Un romanzo ironico, irriverente, amaro che mette in luce le ombre umane e politiche di un momento comunque irripetibile.

Può piacere o meno ma per parlare del ’68 e dintorni a Latina non si può prescindere dal libro di Antonio Pennacchi, In questo libro vi è narrata tutta la storia della generazione, sia di destra che di sinistra, che ha vissuto e realizzato la rivoluzione giovanile. Descrive con precisione i luoghi e le persone della nostro città a volte citandoli con il loro vero nome a volte alludendo. È un romanzo e come tale ricco della creatività, della fantasia dell’autore, è un libro che descrive il clima, la mentalità, le aspettative comuni dei giovani di allora e di quanti avevano “sfangato” la guerra ed il fascismo. “Io non so poi cosa abbia fatto o meno – negli anni appresso – Delle Chiaie, ma certo quello fu un errore capitale. [.] lui doveva, a quel punto, schierarsi contro i missini e assalirli a fianco al Movimento, perché c’era quel patto di sangue, stretto a Valle Giulia. Ma lui non scelse. Ed è lì quel giorno, davanti a Lettere, che si è rotto il fronte generazionale – il muro contro muro, i miei con i miei e i tuoi con i tuoi – è lì che sono nati gli “anni di piombo”, con i morti sulle strade”.

Il Fasciocomunista narra la storia di un ragazzo di Latina nato nei primissimi anni ’50, che frequenta in rapida successione il seminario, l’MSI, il movimento studentesco, i giovanissimi maoisti. La storia è la narrazione di temi, l’essenza, il percorso esemplare di una generazione che ha affrontato e riflettuto sul suo percorso: sulle sue utopie e sui suoi sbagli.

Da questo romanzo, nel 2007, il regista Daniele Luchetti vi ha tratto un film di grande successo “Mio fratello è figlio unico”, il titolo è quello dell’omonima canzone di Rino Gaetano. Un film premiatissimo dove Elio Germani e Riccardo Scamarcio vi interpretano i due fratelli Benassi Accio e Manrico.  Antonio Pennacchi si dissociò subito sostenendo che soprattutto nella seconda parte erano state tradite le sue reali intenzioni.  Accio Benassi, il protagonista, è l’Alter Ego del futuro Premio Strega Antonio Pennacchi che così viene presentato nel risvolto di copertina: “Accio Benassi, incazzato, ribelle, attaccabrighe, goffo, innamorato, sentimentale.”

“Il Fasciocomunista” è un libro di cui l’autore confessa di averlo riscritto almeno altre quatto volte dopo la pubblicazione, dopo il grande successo e non esclude di riscriverlo ancora, perché non è mai completamente soddisfatto della sua accuratezza, della precisione stilistica.

 

Il Fasciocomunista Antonio Pennacchi –  (ed, Mondadori – pag.334 – € 13,50)

 

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista