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Un borgo promosso a provincia in un fiat: Littoria

Appena fondata e sorta come borgo, con la sua inaugurazione del 18 dicembre 1932 veniva incoronata come Città di Littoria e, a distanza di soli due anni, in pari data era promossa al grado di Capoluogo di Provincia, centro di controllo del sud del Lazio e seconda solo a Roma.

Questo passaggio così fulmineo assecondava una necessità politica: estendere il territorio pontino oltre i tradizionali confini.

Quella che inizialmente era pensata e progettata come un semplice comune rurale  diventava una città moderna dotata di infrastrutture e monumenti tali da farla essere un grande vanto per il regime che si stava appropriando attraverso il nuovo popolo di ogni centimetro quadrato dell’Agro Redento.

Considerando che all’epoca non vi fosse l’urgenza di una nuova provincia, tale ruolo attribuito alla prima Città Nuova era simbolica e pretestuosa: la celebrazione dell’opera del Fascismo che è riuscito a restituire le terre fertili, ad un popolo operoso e fedele e reduce di guerra.

L’investitura avvenne  il 18 dicembre del  1934, quando la città contava poche migliaia di abitanti, ma il valore che la politica di Mussolini dà al nuovo centro è molto marcato.

La necessità politica di raggiungere dimensioni provinciali fece sì che l’estensione del territorio pontino si dilatasse oltre i tradizionali confini, andando ad assorbire anche i comuni delle isole di Ponza e Ventotene, appartenenti prima a Napoli.

Marina Cozzo

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Marina Cozzo

Marina Cozzo

Giornalista