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Laura Scanu, “Il dolore del tiglio”

 

di Cora Craus –

 

“Il dolore del tiglio” di Laura Scanu ha uno stile intensamente personale, una narrazione che sviluppa con realistica delicatezza e incisiva precisione una piaga che affonda le radici in tempi immemori: il femminicidio.

Un romanzo di “genere”, un romanzo di denuncia e lotta sociale; un romanzo pieno di emozioni, di sotterranei e tenaci sentimenti. Pagine ricche di pathos dove le parole sono strumento per ricordare gelide cicatrici e brucianti testimonianze di antichi dolori.

Ne “Il dolore del Tiglio” (ed. David and Matthaus – pag. 80- € 9,90) viene dispiegata la crudele solitudine interiore della donna, nella società contemporanea, nell’affrontare il pericolo, la minaccia di una “morte annunciata” che alita tra le mura domestiche.

La narrazione del femminicidio di Laura Scanu è particolarmente emblematica dell’universalità del problema; in questa storia non vi è l’alibi del degrado sociale, dell’ignoranza, dell’infima povertà, dell’isolamento, anzi, apparentemente vi è il rassicurante stato della “buona normalità”.

Lucilla, la protagonista, donna giovane, sensibile e brillante, dagli ottimi studi, è riuscita a superare grazie, anche, a lunghi soggiorni – studio all’estero, il dolore di una perdita familiare. Al rientro a casa sceglie e persegue la sua vocazione: l’insegnamento di lingua e letteratura straniera. Gioia, amore si affacciano nella sua vita come la più banale delle normalità come nelle vite di tante donne, di tante di noi.

Le parole della Scanu hanno una grande forza evocativa. “Ha dita forti il dolore. Lo stupore mi percorre, compagno della rima di sangue che scivola lenta, dalla mia nuca, fino alla schiena”.

“Il dolore del tiglio”, un titolo che ha conquistato, da subito, la nostra attenzione, quel richiamo alla profumata pianta dagli antichi significati simbolici, per i Greci era la pianta della femminilità dedicata ad Afrodite con la romantica leggenda di Filemone e Bauci il fiore del tiglio si è trasformato nel delicato simbolo dell’Amore coniugale. Nel romanzo di Laura Scanu si è trasformato nella dolorosa raffigurazione di un femminicidio.

Nello srotolarsi delle pagine abbiamo trovato degno di nota quel saper trasportare le lettrici fino ad immedesimarsi con la storia, quasi a sentire il vibrare delle proprie emozioni come parte “integrante” di essa. Ci ha colpito il senso di colpa e d’impotenza che attanaglia quei pochi, veri rapporti di amicizia che riescono a sfondare il muro, duro come l’acciaio, della solitudine, della paura, dell’assurda vergogna che rinchiude le vittime. “Da tempo cercavamo di aiutarti a uscire dalla tua situazione: eravamo sempre vigili e puntuali ma tu non riuscivi a comprendere cosa ti stesse accadendo; eri così scientifica, nella tua abitudine a mentire a te stessa e anche a noi”

Spero che siano molti i lettori, gli uomini, che leggeranno “Il dolore del tiglio” perché condivido profondamente il pensiero della Presidente della Camera, Laura Boldrini, quando, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, ha scritto in un twitter: “Uomini non violenti, uomini parte sana della società uscite dal silenzio la battaglia contro il femminicidio si vince insieme”.

 

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista