ED Itinerante

Priverno, la magica spiritualità dell’Abbazia di Fossanova.

di Monia Taglienti –

Esattamente non so neanche dove fossimo diretti; adoro quando non si conosce la destinazione perché lungo il viaggio si può immaginare di arrivare ovunque. Scendo dalla macchina e quello che mi colpisce a primo impatto è la coltre di nebbiolina che avvolge il paesaggio antistante; era come se stesse lì da centinaia di anni a rendere tutto terribilmente romantico e malinconico al tempo stesso.

Lo spettacolo che si apre davanti ai miei occhi è degno di una colonna sonora a metà tra ambient e new age. Il Romanico tende la mano al Gotico, facendo vivere realmente la vita di un tempo come se fosse ancora in atto oggi. Dormitori di clausura, infermerie e il refettorio mi accompagnano nella vita del tredicesimo secolo. La teatralità del luogo si tocca con mano e con grande stupore mi rendo conto di essere parte integrante di questo meraviglioso luogo. Avanzo verso l’ingresso della Chiesa e come per magia alzo gli occhi al cielo e lì ad attendermi trovo il rosone riccamente adornato che maestoso accoglie i pellegrini in preghiera.

Il sentimento che mi porto dentro è quello del religioso silenzio che lascia spazio a infinite riflessioni, un po’ come Pirandello scrisse in Uno, nessuno e centomila “Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso”.

Luoghi che ci scuotono e ci pongono improvvisamente in un limbo senza tempo e senza spazio, dove la mente viaggia in compagnia di domande senza risposta e il corpo le segue come frastornato dal tanto vagare.

Dalla Chiesa mi sposto verso il Chiostro, dove cerco d’immaginare una po’ della quotidianità dei monaci cistercensi. Il percorso tra il lungo colonnato che abbraccia il giardino con il pozzo dell’Abbazia, si snoda tra i magazzini, l’infermeria, il refettorio e le stanze dei monaci.

Si sente profumo di libertà misto ad incensi in questo luogo senza tempo, dove la semplicità degli esterni fatti di pietra nuda accompagna profonde riflessioni o infinite leggerezze del nostro animo.

Il Medioevo torna prepotente in questa mattinata di fine 2014 ed è come se tutto fosse rimasto così immobile senza sentir trascorrere i secoli; è il luogo perfetto per una pausa dal clamore delle strade provinciali che vi passano accanto senza rispetto, il luogo che accoglie l’animo in subbuglio e le dona nuova serenità e il posto incantato per cerimonie importanti.

La Foresteria mette a disposizione delle casette in cui alloggiare e un ristorante davvero prezioso per il piccolo borgo, spensierati si entra in una dimensione di assoluta spiritualità in cui l’aurea ne rimane magicamente rinfrancata e il corpo estasiato.

Sembrerà di essersi persi, ma alla fine vi sarete solo ritrovati.

 

 

 

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da una donna

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