ED Intervista

Numa, moglie del grande Phil Palmer, ci racconta perché l’amore guarisce – parte 1

di Emanuela Federici –

 

Salgo le scale velocemente, impaziente di dare un volto alla voce cortese con cui ho parlato al telefono per prendere appuntamento. Il campanello, un cane che abbaia, la porta si apre. Una donna bellissima Emanuela Palmer, di quelle che, anche senza un filo di trucco, riescono ad affascinarti e a rapirti nel loro universo parallelo.

Mi accoglie serena e attenta a non farmi sentire a disagio in alcun modo. E io che ero agitatissima all’idea di dover intervistare la moglie di Phil Palmer (uno dei mostri sacri tra i turnisti internazionali degli ultimi quarant’anni, chitarrista dei Dire Straits, produttore, arrangiatore, compositore, esecutore del grande assolo in “Con il nastro rosa” di Battisti e chi più ne ha più ne metta), ora mi preoccupo di piacere a Dafne, la sua dolce cagnolina vittima di maltrattamenti e salvata da un canile lager. Mi fa accomodare in salotto e io vengo rapita dalle foto sul tavolino, piene di personaggi famosi.

Grisa, uno dei tre gatti di cui lei si prende cura, salta sul divano e si piazza comodamente tra noi due, non prima di avermi annusata e di aver constatato le mie buone intenzioni. “Bene – penso – le sto simpatica!”. Mi guarda aprire il quaderno e fissare pensierosa il foglio bianco. Da dove comincio?

Emanuela, in arte Numa, cantante, ballerina, attrice, manager, autrice, direttrice artistica… Un portento, un vulcano di idee e di sensibilità. Due singoli alle spalle. “Più di un compromesso”, di cui è autrice del testo, ripreso dalla versione originale “If love is out of the question”, cantata nel ’90 da Celine Dion e scritta da Phil Palmer, e interpretata da Emanuela in una cover in chiave country rock; “Amore del passato”, invece, nato dal talento di una sua grande amica d’infanzia, Gianna Simonte, e da Gaspare Federico (nel videoclip con Kaspar Capparoni, regia di Giuseppe Racioppi).

“Cosa sta preparando per il futuro?”, le domando.

“Dammi Assolutamente del ‘tu’”.

Ok. Rettifico sorridendo. A cosa stai lavorando?”.

“Un progetto internazionale in lingua inglese e italiana. Due brani prodotti da Phil (Palmer, ndr) a cui collaboreranno alcuni tra i più grandi musicisti del mondo, tra cui Steve Ferrone, John Giblin e Danny Cummings. I coautori sono Matteo Saggese e Paul Bliss. Un pacchetto musicale che vedrà la partecipazione di artisti tra i più importanti al mondo. ‘Mystery’ e ‘Promised Land’, i due brani, avranno, come avevamo già anticipato, anche una versione italiana. L’Italia è la mia patria, la mia gente. Per me è un onore poter cantare in Italiano, tanto più quando i testi sono affidati ad una persona che amo e che stimo profondamente. È un personaggio molto noto in Italia e molto apprezzato. Non posso ancora rivelarne il nome, ma posso dire che ha completamente ispirato tutto il corso della mia vita, sia sul piano artistico che su quello spirituale”.

“Mystery e Promised Land. Due titoli profondi. Di cosa trattano?”

“Promised Land tratta il tema tanto attuale di quelli che io chiamo i ‘refugees’, i profughi. Di chi è costretto ad abbandonare la propria casa per cercare un futuro altrove. Famiglie che scappano dalla propria terra, schiacciate dal dolore, dalla fame, pensando che la propria salvezza sia altrove. Cercano lavoro, soldi, pace, libertà di religione e pensiero. Un paese che li possa accogliere e aiutare. Che non li privi della libertà di espressione, di vivere, di essere. Mystery, invece, affronta la ricerca dal punto di vista interiore, legato ai rapporti interpersonali. Una frase del testo in inglese dice ‘che senso ha lottare per la libertà personale ed interiore e per quella del proprio popolo, se per farlo tradisci te stesso e perdi la tua anima’. Di solito si tende a cercare sempre fuori le risposte che sono invece dentro di noi. E il messaggio unico di entrambe le canzoni è di descrivere due modi di scappare dal disagio e di trovare una speranza fuori. Uno più pratico, l’altro interiore. Ma le risposte, la pace, l’amore sono dentro di noi. Possiamo fuggire, ma non da noi stessi. Possiamo cercare cambiamenti pratici, viaggiare, spostarci, ma il processo di pace di solidarietà e di costruzione parte da noi, per estendersi poi ad una società migliore, pacifica. Per una condizione di vita migliore. Di questo parlano Mystery e Promised Land”.

“Come sono stati affrontati nei testi italiani questi temi così forti?”

“La versione italiana è meravigliosa. I due testi, inediti, sono un inno potentissimo all’amore, al non perdere la propria dignità e la propria speranza, al valore dei rapporti umani e dei rapporti di coppia. Uno parla dell’amore nel senso più immenso e globale che abbia e che è insito nell’essere umano. L’altro, che si chiama ‘Non perdiamoci’, insegna a non perdere mai la speranza nella forza della coppia e nel credere profondamente nel potere dell’amore. ‘Non perdiamo noi stessi, non perdiamoci come coppia, non perdiamo il valore delle nostre relazioni’, sia d’amore che d’amicizia. ‘Abbracciamoci, facciamoci forza, creiamo solidarietà’. Un incoraggiamento alla coppia e ai rapporti umani, al di là delle incomprensioni di tutti i giorni. Si riferisce ad un amore simbolico tra due persone, ma che a mio avviso si potrebbe estendere alla donna, soprattutto nel passaggio ‘Ti prego non uccidermi’, in cui si riflette su come a volte l’amore e il sentimento vengano uccisi. Si diventa testimoni di violenze inaudite sulle donne. Si diventa testimoni di come l’essere umano sia capace di uccidere anche la persona con cui si è scelto un progetto d’amore e di vita insieme. Il brano ‘Non perdiamoci’ incoraggia a non perdere la fede nei propri valori e nell’amore. Di non cedere a nessuna forma di violenza e di non perdere la propria anima e la propria dignità. Il mio intento insieme a quello dell’artista, di cui presto renderò nota l’identità, è quello di sviluppare un discorso più ampio, che non si fermi al preconcetto della coppia, ma che abbracci tutti i lati dei rapporti col prossimo per incoraggiare l’altro. Un testo stupendo, meraviglioso. Non vedo l’ora di usare questi due brani come grande potere propulsore e guaritore. Perché l’amore guarisce”.

“Vedo che è un argomento che ti tocca nel profondo. Qual è la tua esperienza con l’amore?”

“Molte volte l’amore viene scambiato per possesso. L’esperienza meravigliosa che ho avuto con Phil, come quella splendida a contatto con gli animali, mi ha fatto capire cos’è l’amore incondizionato e disinteressato. Entrambe sono state sincere e profonde. Ho capito cosa sia l’amore non strategico. Amare Phil, nonostante le tante difficoltà che abbiamo incontrato nel nostro percorso insieme, mi ha fatto realizzare quanto sia importante supportare l’altro, fidarsi e donarsi senza strategie. Abbiamo girato il mondo, ci siamo aiutati, divertiti, sostenuti. Ci siamo scambiati delle idee, ci siamo appoggiati l’uno all’altra, ci siamo consigliati umanamente e professionalmente. Siamo riusciti a mettere in equilibrio il lavoro e la vita insieme. Abbiamo vissuto la coppia nel vero senso del termine, affrontando delle battaglie incredibili. Le persone devono capire che tutto si supera quando lo si desidera. L’importante è non far mai diventare di un dolore una zavorra, perché altrimenti la nostra vita si fermerebbe. Il dolore va usato e trasformato in crescita e comprensione dei propri errori. Solo in questo modo può avere un valore, e non solo distruttivo. Perché credo che imparare ad usarlo sia fondamentale. Il dolore arriva quando non capiamo certi eventi o come siamo finiti in quelle situazioni dolorose. Quando lo comprendiamo, vinciamo e quindi lo usiamo a nostro vantaggio. L’amore, invece, va usato sempre per fare del bene… sia a se stessi che al prossimo”.

La luce dalle finestre inizia ad affievolirsi. Capisco che è quasi ora di andare, ma vorrei sapere mille cose. In sottofondo le fusa di Grisa che dorme placida sulle sue ginocchia. Stringo la penna e cambio pagina. Ho ancora mille domande per Numa.

 

Foto: Filippo M. Gianfelice, Roberto Rocco, Carola Gatta e Marco Buresti

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Emanuela Federici

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