ED AttualitàED CulturaED in primaED Libri

Un libro per il Giorno della Memoria: “Noi, bambine ad Auschwitz. La nostra storia di sopravvissute alla Shoah” di Andra Bucci e Tatiana Bucci.

 

di Cora Craus –

Nomi come Auschwitz-Birkenau evocano terrore, disumanità in questi campi di sterminio furono deportati oltre 230 mila bambine/i ebrei rastrellati in tutta Europa.  Nel libro autobiografico delle sorelle Andra Bucci e Tatiana Bucci “Noi, bambine ad Auschwitz. La nostra storia di sopravvissute alla Shoah” (pag. 160 – ed. Mondadori – € 17) vi è narrata la loro dolorosa e commovente storia. Una storia che ci invita ad allargare lo sguardo fino ai giorni nostri a riflettere sui tragici, violenti e inumani avvenimenti che ci circondano nonostante il mondo, all’indomani della Seconda guerra Mondiale, avesse detto: Mai più.

Il governo del Terzo Reich, lo Stato nazista è stato in carica poco più di 12 anni e ha inferto al mondo intero ferite che difficilmente si rimargineranno mai del tutto. Non vi sono parole idonee a descrivere l’orrore dei lager, dei campi di concentramento nazisti, l’abominio di cui gli “uomini” siano stati capaci di macchiarsi.

Dalla storia di Andra e Tatiana Bucci è stato realizzato, nel 2018, il primo film di animazione europeo sulla Shoah “La Stella di Andra e Tati” diretto da Rosalba Vitellaro e Alessandro Belli con i disegni di Annalisa Corsi.  Tra i tanti artisti che hanno prestato le loro voci ricordiamo: Loretta Goggi, Leo Gullotta, Laura Morante.

Dalla quarta di copertina de “Noi, bambine ad Auschwitz. La nostra storia di sopravvissute alla Shoah”:

“La sera del 28 marzo 1944 i violenti colpi alla porta di casa fanno riemergere negli adulti della famiglia Perlow antichi incubi. La pace trovata a Fiume, dopo un lungo peregrinare per l’Europa cominciato agli inizi del Novecento in fuga dai pogrom antiebraici, finisce bruscamente: nonna, figli e nipoti vengono arrestati e, dopo una breve sosta nella Risiera di San Sabba a Trieste, deportati ad Auschwitz-Birkenau, dove molti di loro saranno uccisi. Sopravvissute alle selezioni forse perché scambiate per gemelle o forse perché figlie di un padre cattolico, o semplicemente per un gioco del destino, le due sorelle Tatiana (6 anni) e Andra (4) vengono internate, insieme al cugino Sergio (7), in un Kinderblock, il blocco dei bambini destinati alle più atroci sperimentazioni mediche. In questo libro, le sorelle Bucci raccontano, per la prima volta con la loro voce, ciò che hanno vissuto: il freddo, la fame, i giochi nel fango e nella neve, gli spettrali mucchi di cadaveri buttati negli angoli, le fugaci visite della mamma, emaciata fino a diventare irriconoscibile. E sempre, sullo sfondo, quel camino che sputa fumo e fiamme, unica via da cui «si esce» se sei ebreo, come dicono le guardiane. L’assurda e tragica quotidianità di Birkenau penetra senza altre spiegazioni nella mente delle due bambine, che si convincono che quella è la vita «normale». Il solo modo per resistere e sopravvivere alla tragedia, perché la consuetudine scolora la paura. Finché, dopo nove mesi di inferno, ecco apparire un soldato con una divisa diversa e una stella rossa sul berretto. Sorride mentre offre una fetta del salame che sta mangiando: è il 27 gennaio 1945, la liberazione. Che non segna però la fine del loro peregrinare. Dovrà passare altro tempo prima che Tatiana e Andra ritrovino i genitori e quell’infanzia che è stata loro rubata. Le sorelline trascorreranno ancora un anno in un grigio orfanotrofio di Praga e alcuni mesi a Lingfield in Inghilterra, in un centro di recupero diretto da Anna Freud, dove finalmente conosceranno la normalità.”

 

Previous post

Un libro, un paese, la nostra storia. Vittorio Cotesta: “L’Eccidio”

Next post

Una donna, una storia oltre la fede. “Maria detta la “Maddalena” – La donna senza nome” di Anna Maria Poma Swank

Cora Craus

Cora Craus

Giornalista