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Riceviamo e pubblichiamo. “Nelle parole del discorso di fine anno di Mattarella il richiamo alla partecipazione, pilastro della democrazia”

Elettra Ortu La Barbera

in una nota la segretaria del movimento Latina Bene Comune, Elettra Ortu La Barbera, e il vice segretario Alessio Ciotti

“Nel discorso di fine d’anno del presidente Mattarella molti temi urgenti e il senso profondo delle preoccupazioni che affliggono il Paese, ma non solo. La guerra e la necessità di costruire una cultura di pace, ma anche la sanità, il lavoro, il divario sociale ed economico, i giovani e le prospettive per il futuro, l’inclusione e molto altro. Sopra tutti, una chiave fondamentale: la partecipazione, autentico pilastro per difendere la democrazia. Riteniamo che da qui sia necessario ripartire come auspicio per il nuovo anno. A tutti i livelli è necessario che i cittadini siano consapevoli, informati, capaci di esercitare e difendere i loro diritti che, come dice Mattarella, nascono prima dello Stato stesso e sono inalienabili. E’ necessario che si trovino spazi di reazione e azione, contro ogni tentativo di scoraggiare processi partecipativi dal basso.

Il richiamo dunque al senso di comunità, quello che Latina aveva costruito negli anni scorsi attraverso una vivace collaborazione fra cittadini e amministrazione comunale, attraverso le case di quartiere, i centri sociali e i patti di collaborazione che hanno permesso ad associazioni, gruppi e comitati di prendere parte alla vita sociale e di prendersi cura di un bene comune. Con la partecipazione attiva il cittadino non firma una delega in bianco a chi lo governa e può esercitare la sua funzione di controllo e giudizio sia al livello nazionale che locale, partecipa alle scelte con il suo contributo, può essere libero di scegliere senza condizionamenti perché conosce la realtà che lo circonda. Non ci si può però aspettare che le politiche della partecipazione siano mature all’improvviso, sono invece frutto di processi lunghi che partono dalla formazione di un cittadino consapevole. Uno degli strumenti è quello del Consiglio delle bambine e dei bambini, che consente di prendere parte fin dalla giovane età ai meccanismi democratici e alla vita pubblica e di comunità. Tutte le politiche di partecipazione vanno quindi favorite e stimolate, perché questo è anche un atto di responsabilità che ognuno di noi deve assumere verso la collettività e il posto in cui vive. Eppure, questo concetto è sparito dal linguaggio dell’attuale amministrazione cittadina, c’è solo una delega fumosa e nessuna risorsa destinata. Su questo aspetto vigileremo affinché non siano demoliti tutti i processi faticosamente costruiti in passato. Sono molti infatti i temi imminenti da affrontare per la nuova amministrazione, sui quali un vero processo partecipativo sarà importante: dall’isola pedonale alla destinazione della banca d’Italia, dal garage Ruspi agli impianti sportivi della città fino alla questione dei rifiuti”.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista