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Presso lo Spazio Comel la personale di Cruciano Nasca, in arte Nun: “Genius Loci”

A cura di Cora Craus –

Dopo 11 anni c’è un lieto ritorno allo Spazio Comel: dopo la personale del 2013 “I Colori dell’Anima” sarà inaugurata la nuova mostra “Genius Loci”, che vede protagonista Cruciano Nasca, in arte Nun. L’ evento promosso è da Maria Gabriella e Adriano Mazzola. La mostra, a cura di Francesca Piovan e Vincenzo Scozzarella, sarà inaugurata sabato 9 marzo alle ore 18.00, e rimarrà aperta tutti i giorni dalle 17 alle 20 fino al 24 marzo.

In esposizione l’ultima produzione dell’artista: una serie di tele di grande formato, realizzate tra il 2020 e il 2024. L’arte di Nun si contraddistingue per i colori vivaci e le linee nette. È la terra pontina l’oggetto dell’osservazione dell’artista in una sua versione stilizzata, quasi “razionalista” e pop allo stesso tempo. L’enigmatico profilo del Circeo spunta ad addolcire i contorni tra skyline e spazi ben divisi.

Un mondo colorato e definito che lascia trasparire atmosfere oniriche, quasi surreali, che trasmettono all’osservatore sensazioni pensose e gioiose allo stesso tempo.

 Chi è l’artista Cruciano Nasca, in arte NuN?

 Cruciano Nasca, in arte NuN, nasce in Sicilia ad Agrigento nel 1954. Dopo un’esperienza universitaria a Palermo, nel 1976 si traferisce a Firenze e dal 1978 va a vivere a Roma in pieno clima di contestazione e anni di piombo. Le tele a olio di quel periodo, alternando la spatola al pennello e mischiando i colori sulla tela, evidenziano la sua predilezione per l’effetto cromatico, la luce, il dinamismo. Nel 1990, il poeta Fernando Liberati, nel libro, “LA TERRA DEI PADRI”, dedica una poesia all’amico Nuccio, definendolo “poeta dei colori […] di case rosate e tetti lilla che salgono soavemente l’erta lieve nell’abbraccio sinuoso d’una dolcissima struggente melodia blu”. Nel 1992 NuN va a vivere a Latina e nel corso degli anni “sperimenta un nuovo linguaggio di cromie vivide ben definite con segni fluidi, morbidi e sinuosi tra forme geometriche apparentemente astratte e informali, dove è l’osservatore a stabilire il perno mutevole della composizione in un’accezione pirandelliana” (cit. Laura Cianfarani).Espone in personali e varie collettive, i suoi dipinti sfanno da sfondo in alcune produzioni cinematografiche e televisive come nei due film “Come un gatto in tangenziale” del 2017 e del 2021 con Paola Cortellesi e Antonio Albanese e nelle due serie televisive “Baby” del 2018 e del 2020 prodotte da Netflix con la regia di Andrea De Sica, Anna Negri e Letizia Lamartire.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista