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Il Polo Artistico Culturale Morbella ospita la collettiva: “Diversi Universi”

A cura di Cora Craus –

Sabato, 28 gennaio presso il nuovo spazio espositivo Polo Artistico Culturale Morbella è stata inaugurata, con grande partecipazione di pubblico, la collettiva di arte contemporanea “Diversi Universi”, a cura della pittrice e decoratrice Roxy. La mostra resterà visibile al pubblico fino al 12 febbraio 2023.

 Gli artisti della collettiva sono: Alberto Manzetti, Fiorenzo Civiero, Giorgio Pistilli, Marco Del Gaudio, Mirella Sperduti, Nicolò Donà, Roxy, Sandro Arcieli e Zoe (Annarita D’anolfo).

 Sono artisti diversi per tecnica (tra loro si contano pittori, scultori e ceramisti) e stile, che troveranno nell’esposizione un’occasione di dialogo. Lo spazio vuole configurarsi come luogo di incontro in cui l’arte e la cultura si pongano in essere come strumenti di scambio e confronto. Scambio e confronto tra diverse tecniche artistiche, con collettive di pittura, scultura, installazioni e ceramica; tra arte e letteratura, in quanto è ideale per presentazioni di libri; tra la cultura e il pubblico, dove anche i bambini avranno modo di esprimersi attraverso corsi di pittura e laboratori creativi ad hoc.

Il Polo Artistico Culturale Morbella è stato inaugurato lo scorso dicembre con una collettiva di sedici artisti che ha visto notevole affluenza di pubblico, e ospita anche corsi di pittura tenuti dalla stessa Roxy, che ha in gestione la galleria grazie alla gentile concessione di Salvatore Centola, Direttore del Centro Morbella.

Su Diversi Universi, scrive la critica Laura Cianfarani nel testo che accompagna la mostra:

“Nove artisti affrontano rispettivamente nove viaggi dove ognuno viene a contatto con la propria sensibilità e la restituisce al pubblico secondo il suo stile, tecnica, bagaglio umano e artistico. Sono percorsi diversi, che si muovono tra segno e colore, pittura, scultura, installazioni e ceramica, introspezione e temi sociali. Cos’è a unire i differenti modi di espressione e tessere un filo sottile che colleghi i linguaggi, permettendo all’osservatore di muoversi e spaziare da un universo artistico all’altro senza perdere la bussola? Alla base delle poetiche c’è la ricerca di un codice, segno, insieme di significati che renda universale ciascun mondo interiore e consenta di renderlo visibile, dunque concreto e tangibile. Che ci si ponga davanti allo spazio poetico ed etereo di Alberto Manzetti, che vede nei colori una possibilità di elevazione umana e spirituale; all’ironia delle installazioni di Fiorenzo Civiero, dove la materia si astrae da se stessa divenendo mero pretesto espressivo; al luminismo pittorico e vibrante con cui le sculture di Giorgio Pistilli plasmano lo spazio che le attraversa e dona loro vita; al cromatismo acceso dei volti trasognati di Marco Del Gaudio, che ci trasportano in una dimensione evanescente ; alle creazioni di Mirella Sperduti, che vede nella modellazione della ceramica una possibilità di evasione, all’universo pop di Nicolò Donà, che con tinte squillanti dona colore a una realtà spesso grigia; alla sensibilizzazione di Sandro Arcieli verso il tema ambientale, unendo mondo marino e attenzione ai materiali di recupero; agli autoritratti simbolici di Roxy, donne con enormi occhi che si approcciano con entusiasmo e insieme circospezione a una realtà dai colori freschi e vivaci; o, infine, alla poetica onirica e fiabesca di Zoe (Annarita D’anolfo), di un’eleganza tutta femminile con cui l’artista restituisce la sua interiorità a contatto con  una realtà non così elegante ma piuttosto ostile, ognuno trasmette se stesso nel modo più autentico possibile. In ultima analisi, gli artisti, dopo essersi confrontati con il mondo circostante e averne tratto esperienza, ne ricavano vocabolari unici ma ugualmente in grado di trasmettere ciascuno il proprio vissuto espressivo secondo l’universalità di cui arte e immagine sono portatrici”.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista