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SPAZIO MAD. “ARTE IN CONNESSIONE”: ultimi giorni per la mostra di Ine Sergeyan

Un momento del vernissage

A cura di Cora Craus –

Vi sono artisti che conquistano subito l’affetto e il cuore di una città. È il caso dell’artista armena Ine Sergeyan, la cui opera e la cui presenza hanno creato a Latina una felice alchimia. Nei suoi lavori la materia diventa racconto, e si fa ponte tra identità diverse.

A testimonianza di questo legame, dal 17 ottobre nella centralissima sede di LBC e Articolo21, MAD Museo d’Arte Diffusa segnala gli ultimi giorni per visitare la sua mostra personale. L’artista è accompagnata in Italia dalla critica d’arte Meri Sahakyan.

La mostra, dal titolo ARTE IN CONNESSIONE, è un progetto internazionale di incisione e disegno, un incontro tra la cultura italiana e quella armena. Al centro di questo dialogo ci sono le opere grafiche monocromatiche di Ine Sergeyan. La selezione, curata insieme alla co-curatrice Meri Sahakyan, comprende 20 grafiche originali, frutto di una continua ricerca artistica sulla trasformazione, la memoria, la ripetizione e la natura ciclica dell’esistenza.

“Questa iniziativa – spiega il curatore italiano Fabio D’Achille – è frutto di un incontro avvenuto cinque anni fa, proprio in Armenia. Una delegazione italiana di artisti, da me diretta, ha partecipato al simposio internazionale ART DIPLOMATIA nella città sacra armena di Vagharshapat / Etchmiadzin, insieme ad artisti provenienti da diverse parti del mondo. Il simposio prevedeva la realizzazione di opere d’arte open air ispirate al patrimonio artistico e culturale dell’Armenia. Le artiste e gli artisti erano impegnati simultaneamente in un’opera pittorica ispirata al paesaggio circostante, all’interno di aree archeologiche e luoghi sacri. Per circa una settimana, la delegazione italiana ha condiviso con le altre delegazioni nazionali spazi culturali, artistici, produttivi e di svago, nell’antica città armena che conta 1711 anni di storia. Oggi MAD Museo d’Arte Diffusa accoglie a sua volta la piccola delegazione armena in Italia, organizzando diversi incontri su base artistica nelle sedi del museo diffuso tra Latina e provincia. Siamo partiti dal MadXI Museo Contemporaneo, in occasione della mostra diffusa del SIC – Sistema Integrato delle Città di Fondazione – ‘Un mare di Novecento’.”

Nell’ambito di questo progetto verrà creata una nuova serie di opere grafiche appositamente per la mostra. Utilizzando tecniche di stampa tradizionali e contemporanee, le opere indagheranno i temi della memoria, del movimento, dell’incontro e del dialogo culturale. Il linguaggio visivo combinerà forme astratte, elementi simbolici e immagini frammentate, per rappresentare le connessioni invisibili tra luoghi, persone ed esperienze. Le opere si svilupperanno come strati di memoria, dove ogni segno e ogni impressione diventa il riflesso visivo di un percorso artistico condiviso.

La mostra allestita ora a Spazio Mad si potrà visitare ancora per qualche giorno. (info: 3933242424). 

Molto forti, appassionate, con subliminali echi di fisica quantistica, le parole della critica Meri Sahakyan. Parole che illuminano l’opera di Ine Sergeyan da una prospettiva inedita, intrecciando arte, spiritualità e pensiero contemporaneo.  

“Attraverso il linguaggio dell’arte grafica, Impressioni di Connessione esplora come gli incontri umani lascino tracce che continuano a esistere al di là della distanza geografica e del tempo. È concepita non solo come una presentazione artistica individuale, ma anche come la continuazione di un rapporto creativo di lunga data, sviluppatosi attraverso esperienze condivise, incontri e scambi culturali. L’arte grafica si basa fondamentalmente sull’idea di traccia e trasmissione. Nel processo di stampa, un’immagine viene prima creata su una matrice e poi trasferita su un’altra superficie, creando una nuova presenza attraverso la ripetizione e la trasformazione. Questo processo fisico diventa una metafora delle connessioni umane, dello scambio culturale e della memoria. Ogni incontro lascia un’impressione. Ogni persona, luogo ed esperienza crea una traccia che continua a trasformarsi nel tempo.”

Ingresso libero

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista