“Diamo voce alle emozioni” di autori vari. Edito da Unitre Sermoneta.

Di Cora Craus –
Un titolo intrigante: “Diamo voce alle emozioni”, per una miscellanea di racconti e poesie. Per raccontare: “Antichi echi, moderne voci, in un unico fiume di parole”.
Le autrici, tutte donne, comunicano con un linguaggio che parte dal singolo e diventa universale; raccontano emozioni profonde, che affondano le radici nella nostalgia, nel desiderio, nelle paure, nei ricordi, nell’amore per la Storia e per la poesia. Come raccontano i versi di Orietta Bellomo: “Un libro di poesie tra le mani/Per aggiustarsi delle ferite, l’anima”
Due aspetti, in particolare, meritano di essere sottolineati: sono presenti diversi lavori dedicati alla Via Appia, la storica strada che attraversa l’Italia da Roma a Brindisi. E così come la Via Appia univa Roma a Brindisi, queste autrici uniscono il vissuto intimo alla Storia collettiva, come le parole di Regina Coluzzi: “Appia, sei tu, Regina Viarum. / I tuoi passi possenti, / ora nascosti, invisibili, /sonanti sotto i carri/ ei calzari dei soldati/”.
Il punto centrale del libro è proprio questo passaggio dal personale all’universale. Le parole diventano uno spazio da abitare, donano una risonanza a chi legge, si fanno voce interiore in cui ciascuno di noi può riconoscersi. “Si sente un ciao nuovo. / “anche voi, qui? Io vengo spesso. / Anche noi. Che bello vederti! /Siediti con noi!”. Sono ancora parole di Regina Coluzzi. È un libro che si legge con tranquillità, dall’inizio alla fine, anche aprendolo a caso.
Non credo di essere smentita se affermo che, per chi lo ha scritto, è stato un percorso importante; per chi lo legge, può essere una sosta, un momento d’incontro. Ed è questa la vera magia di “Diamo voce alle emozioni”, la magia della scrittura al femminile che incontriamo in queste pagine: le autrici non raccontano solo una storia, costruiscono un luogo di accoglienza.
Abitare le parole di chi scrive significa sentirsi accolti. Significa che il lettore, la lettrice, non sono più spettatori esterni, ma vengono conquistati da ciò che leggono. Atomi che si incontrano come cantano le parole di Patrizia Bazzarelli: “Rimbalza da un atomo all’altro/ Un grido d’aiuto”
Il libro è il frutto del corso di scrittura creativa dell’Università Popolare di Sermoneta, un corso tenuto dalla docente Emanuela Caracciolo, lei stessa affermata scrittrice. Una premessa è d’obbligo: un corso di scrittura creativa non è alfabetizzazione. È più simile a un master per chi ha già la passione di scrivere e vuole farla crescere.
Leggendo il libro, ho pensato che un corso di scrittura creativa insegni qualcosa di molto particolare: il coraggio. Il coraggio di ascoltare ciò che abbiamo dentro e la forza di esprimerlo: “Diamo voce alle emozioni”. Perché le emozioni, quando sono condivise, pesano di meno e, se sono belle, si moltiplicano. “È musica d’acqua, – scrive Orietta Bellomo – di luce, di vento/ Che chiama il cuore a riconoscersi”. In questo senso, la filigrana del lavoro di Emanuela Caracciolo appare ricca e impegnativa, ma coronata da grandi soddisfazioni. Non ha solo insegnato una tecnica, ha creato uno spazio di fiducia e di ascolto reciproco, dove la scrittura e la lettura – due attività da sempre considerate solitarie – si sono trasformate in un atto di comunità.

