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Autori pontini. “Sansone – Bombe su Terracina” di Salvatore D’Incertopadre

 

Di Cora Craus –

 

“Sansone – Bombe su Terracina” (Ed. Atlantide – pag.227 – €15) il nuovo romanzo di Salvatore D’incertopadre apre su un avvenimento quanto mai attuale in questo 2021: i cento anni dalla scissione di Livorno avvenuta nel 1921 del Partito Socialista e la nascita del Partito Comunista Italiano; ma soprattutto ci immerge in presa diretta nell’atmosfera politica e sociale che precedette quella orrenda carneficina che fu la Seconda Guerra Mondiale e poi lo stesso periodo bellico.

Ma andiamo con ordine cominciando dalla copertina e dal titolo. Il design della copertina, lancia un immediato richiamo a due precedenti romanzi “Maciste – Da Cisterna a Stalingrado” e “Ercole – Il cavaliere di Cisterna” che formano la trilogia dedicata ai grandi nomi mitologici, romanzi tutti intessuti dal fil rouge della storia locale pontina. L‘immagine, una fotografia in bianco e nero che mostra un plotone di soldati in marcia ripresi di spalle, armati di tutto punto. Il primo pensiero che suscita: “soldati, amici o nemici?” e inoltrandosi nella lettura si capirà che il quel periodo storico non bastava essere italiani, civili o militari, per sentirsi uniti da un unico obiettivo. Il titolo “Sansone – Bombe su Terracina” aumenta gli interrogativi.

“Sansone – Bombe su Terracina” è un romanzo quasi storiografico degno di figurare come manuale di storia locale per la sua ineccepibile puntualità e precisione nel riportare avvenimenti e date che hanno segnato il Novecento in generale e il territorio pontino in particolare.

L’arco temporale in cui si srotola la vicenda va dai primissimi anni del Novecento e arriva fino agli anni ‘60. “Sansone”, il protagonista, nasce il 10 giugno del 1924 una data scolpita nella pietra della storia italiana. Tutta la narrazione che precede la nascita di Sansone è un prezioso prologo politico sociale sulla condizione di vita degli italiani. Questa è una nostra arbitraria divisione del romanzo. Risponde fedelmente alle pagine del libro il riportare l’accettazione, da parte del protagonista, che all’anagrafe nasce con il nome di Aristide, il soprannome di “Sansone” attribuitigli per l’incredibile reazione agli attacchi di bullismo da parte dei compagni e non solo.  Il libro stigmatizza la violenza del bullismo dei ragazzi anche come conseguenza dell’esempio culturale, politico e sociale in cui erano immersi. Ma vi è anche una pagina in cui viene denunciato un bullismo crudele e becero delle istituzioni e di chi le rappresenta nell’infierire su un bambino che dovrebbero educare e proteggere.

Il plot del racconto, con molte sfumature, sono i legami familiari comprensivi di quella grande famiglia allargata che sono i rapporti d’amicizia, l’unione per la lotta degli ideali condivisi e la capacità di saper consegnare il testimone alle generazioni future che in questo libro sono rappresentate da proprio da Sansone, il protagonista presente fin dal titolo.

Il romanzo affronta complesse dinamiche umane cui si affianca il rigore della narrazione, si apprezza la scelta dell’autore nel non cercare, il noir, lo splatter fine a se stesso, che pure, dato il periodo storico e la localizzazione, poteva essere una tentazione forte, infatti, non sono lontani i luoghi della “Ciociara” narrata da Moravia. D’Incertopadre ha scelto di mostrare il lato ben saldo del valore e della dignità della vita attraverso l’intreccio del racconto, della “casualità” in cui agiscono i personaggi, anche nei momenti più bui dell’umanità.

Nello scorrere delle pagine si apprezza la ricercatezza delle parole, la capacità di sintesi espressiva nelle descrizioni, lo stile fluido e il raccontare lineare e avvincente, compito arduo quando il romanzo è fedelmente storico-politico come in questo caso.

“Sansone – Bombe su Terracina” è un romanzo che racchiuderemmo nelle categorie corale/ di formazione, come spesso lo sono i lavori di narrativa di Salvatore D’Incertopadre; i personaggi tutti protagonisti in nuce rimangono, chi per un gesto, chi per una frase, per una sfumatura profondamente “attaccati” nell’animo del lettore/trice, il loro vivere, il loro sentire diviene emblematico della commedia della vita, la commedia umana per dirla con Honorè de Balzac. Come non innamorarsi di un personaggio integro e leale qual è Luigi che incontriamo al primo capoverso del libro. Un uomo, un fabbro, che dopo aver combattuto la guerra del 15/18 e partecipato alla Terza Internazionale a Livorno 1821 aderì alla fondazione del Partito Comunista Italiano.  A Terracina dove si svolge il romanzo ne divenne il capo o meglio la guida della nascente sezione.

Si risveglia una umana pietà per l’umiliante miseria, la continua sofferenza di Tommaso ed Elide i genitori di Sansone; ma anche ammirazione per il loro rifiutarsi di considerarle come ineluttabile “destino”. Si riconosce nella superficiale e vanesia Carlotta un fondo di autentica generosità. Come non commuoversi nel seguire la fraterna amicizia di Ernesto e Sansone che comincia alle scuole elementari e perdura per tutta la vita e dove si alternano, di volta in volta, nel ruolo dell’amico saggio, dell’amico che sprona a mordere la vita. Lasciamo ai lettori/trice, la curiosità di scoprire chi sono gli altri attori che animano le pagine del libro e con cui si avrà il privilegio di vivere e condividere le emozioni durante la lettura.

 

Chi è l’autore Salvatore D’Incertopadre?

Una nuova prova letteraria per Salvatore D’incertopadre di un percorso iniziato nel 2015 con l’opera di esordio, “il sindacalista”, con la prefazione dell’allora segretario generale della Cgil Susanna Camusso; cui sono seguiti romanzi sia di ispirazione familiare e autobiografica, che trame originate dalla vivace fantasia dello scrittore, in grado di affrontare con disinvoltura diversi generi letterari, un talento da cui sono scaturiti nel 2016: “Due padri, due figli. Una famiglia tra Napoli e Latina”; nel 2017 “Via delle Zite 18. Non sono diventato uno scugnizzo”; nel 2018 “La Camera del Lavoro del Lazio meridionale dal dopoguerra al terzo millennio” e “Maciste”; nel 2019 “Freccia Rossa”; “Nura”. Tutti editi da Atlantide.

 

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista