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Nettuno. Mostra fotografica di Luciano Tramannoni: “Forme di luogo, Torre Astura”, a cura di Fabio D’Achille

La Fortezza di Torre Astura

A cura di Cora Craus –

Domenica 8 novembre alle ore 16:00 inaugura a Nettuno, a Forte Sangallo in via Antonio Gramsci, la mostra fotografica di Luciano Tramannoni: “Forme di luogo, Torre Astura. Storie fantastiche di maree, ritrovamenti e attimi che fuggono”, a cura di Fabio D’Achille, direttore di MAD e MadXI Museo Contemporaneo di Latina.

L’artista, originario di Aprilia, è stato selezionato attraverso il bando dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Nettuno nell’ambito della rassegna “Foglie d’Autunno”, patrocinata dalla Regione Lazio e dalla Città Metropolitana di Roma Capitale.

La mostra sarà visitabile a Forte Sangallo fino a domenica 15 novembre, tutti i giorni con orario 9:30 – 19:00. Al termine, il progetto proseguirà con MAD come mostra diffusa con il titolo MAD Forme di Luogo, Torre Astura. L’esposizione di Nettuno arriva dopo il percorso de “LA STRADA REGINA”, la mostra fotografica organizzata dal Museo d’Arte Diffusa – MAD ed esposta a Gaeta al Blue Expo, al Palazzo del Governo di Latina e proiettata a Paestum nell’ambito di “Economia della Bellezza” alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, con la Provincia di Latina. Luciano Tramannoni torna così nel territorio di Nettuno con un nuovo straordinario corpus di immagini dedicato al gioiello di Torre Astura.

“Il progetto fotografico di Luciano Tramannoni  – si legge  in una nota – contiene circa cinquanta fotografie a colori (di formato medio-grande) che raccontano, in un arco di tempo di circa quindici anni, uno dei luoghi più importanti e affascinanti del litorale laziale; questa mostra si realizza nel contesto più opportuno visto il degrado che sta subendo il Castello di Torre Astura e anche a sostegno dell’iniziativa del FAI “I luoghi del cuore” che raccoglie firme per sensibilizzare l’opinione pubblica (attualmente al 14° posto con quasi settemila firme) e ottenere fondi per la ristrutturazione, il restauro e per renderlo maggiormente fruibile. Poche settimane fa i lavori per del Ponte acquedotto sono stati ultimati dalla Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti completando la ristrutturazione del complesso archeologico nelle vicinanze di Torre Astura ormai in condizioni di assoluto degrado e persino pericolose per chi sostava nelle vicinanze per la caduta di massi”. 

Un gioiello del nostro territorio.

Torre Astura sorge su un isolotto artificiale ed è collegata alla terraferma da un suggestivo ponte pedonale ad arcate che affonda nel mare prospiciente. Le sue radici affondano in epoca romana: diverse ricerche attestano che proprio qui avesse la sua villa prediletta Cicerone e, ancora oggi, di fronte alla torre sono visibili i resti degli antichi vivai per l’allevamento del pesce. Dopo l’epoca romana, la proprietà passò di mano in mano a importanti famiglie, tra cui i Frangipane, i Caetani, gli Orsini e i Colonna, fino ad arrivare ai Borghese che la donarono allo Stato. Oggi è sotto la tutela del Ministero della Difesa e ospita il Poligono Militare. La fortezza e l’area circostante sono state utilizzate, in tempi recenti, come ambientazione per diversi film celebri: dal Pinocchio televisivo di Comencini con Manfredi e la Lollobrigida a L’Armata Brancaleone di Monicelli con Gassman, Volontè e la Spaak, fino alla colossale ricostruzione del porto di Alessandria per il Cleopatra con Elizabeth Taylor, a L’Arcidiavolo di Scola e a molti altri titoli.

“Luciano Tramannoni – scrive il curatore Fabio D’Achille – ha voluto basare il suo progetto fotografico su Torre Astura proprio sul dualismo di questo luogo. Da una parte l’immutabilità del Castello, con la sua storia millenaria, proposto quasi sempre sullo sfondo come presenza stabile e permanente, altre volte sfocato; dall’altra, in primo piano, oggetti e rifiuti rigurgitati dalle mareggiate e depositati come flutti sulla spiaggia: barche distrutte, scarpe, conchiglie, corde, bidoni, boe, secchi e altri oggetti portati dalle correnti marine. Luciano ha scattato affinché ogni fotogramma diventasse unico e non replicabile, fotografando d’istinto e accettando la luce del giorno per come si offriva, tra sole e nuvole grigie, lavorando soprattutto in autunno, inverno e primavera. L’ispirazione è scaturita naturalmente dalla frequentazione del luogo e dall’amore per il mare, un luogo fatto di silenzi, sciabordio delle acque e brezza marina”.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista