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Donne in lotta. Le giornaliste nella Costituente: Ottavia Penna Buscemi, una monarchica alla Costituente della Repubblica.

 

Di Cora Craus –

Ottavia Penna Buscemi fu l’unica donna dell’Assemblea Costituente ad essere candidata alla carica di Presidente della Repubblica in competizione con Enrico De Nicola, poi eletto.

Un libro, “Ottavia Penna. Madre costituente – storia di una singolare esperienza di vita” di Cettina Alario, rappresenta un’interessante lettura per quanti vogliano approfondire la conoscenza di questa figura femminile forte e appassionata, piena di contraddizioni immersa in un epoca di grandi cambiamenti.

Ottavia Penna Buscemi fu sempre molto attiva nel campo della comunicazione attraverso i suoi molti interventi su gli organi della stampa. D’altra parte proveniva da un partito, il “Fronte dell’uomo qualunque” fondato dal giornalista Guglielmo Giannini, che portava il nome di un giornale “L’Uomo qualunque” fondato sempre da Giannini a Roma nel 1944.

Ottavia non fece mistero del suo anticomunismo che era lo stesso del partito; partito che abbandonerà quando, in disaccordo con esso, si esprimerà a favore della votazione a scrutinio segreto, a tutela delle libertà democratiche del Parlamento, in merito alla soppressione di un articolo che sottraeva ad ogni possibile revisione costituzionale la forma repubblicana. L’articolo verrà approvato stabilendo, in tal modo, che “la forma repubblicana è definitiva per l’Italia e non può essere oggetto di revisione costituzionale”. Nonostante i propri ideali monarchici, che di fatto non abbandonerà mai, Ottavia Penna Buscemi scelse concretamente di contribuire a cambiare radicalmente il futuro del paese.

Il gossip dell’epoca racconta di infiniti commenti malevoli durante gli scrutini per l’elezione del Presidente della Repubblica come attesta un articolo de “Il Giornale di Sicilia” del 29 giugno 1946: “Molto commentati i voti che escono dall’urna in favore della deputata qualunquista siciliana Ottavia Buscemi Penna. Guglielmo Giannini, con la sigaretta spenta tra le labbra, rientra nell’aula e salito al banco dove siede la candidata s’inchina a baciare la mano della signora, che il gruppo per una singolare affermazione di qualunquismo ha voluto designare alla suprema direzione dello Stato.”

Generosa, appassionata ma di carattere schivo e solitario che non le permise mai di fare davvero “appartenenza” con nessuna collega del Parlamento. Fu una sostenitrice convinta dei diritti delle donne ma il suo anticomunismo le impedì di collaborare con l’UDI. E, come annotava Vittorio Gorresio su “Echi della Stampa”, del 30 luglio 1946 È la sola donna deputata che è stata esclusa dal ricevimento, offerto dall’UDI alle onorevoli parlamentari”.

 

Chi era la baronessina Ottavia Penna di Portosalvo futura signora Buscemi? Nasce a Caltagirone dal barone Francesco Penna e dalla duchessa Ignazia Crescimanno di Caltagirone, un esponente della aristocrazia siciliana di cui incarnava vizi e virtù e di cui seguì tutte le tradizioni. Una famiglia con una forte passione per la politica già il nonno paterno era stato deputato liberale del Regno d’Italia. Sposa il medico Filippo Buscemi.

Fondò un’associazione “La città dei ragazzi” cui dedicò molti sforzi e risorse per l’aiuto dei più bisognosi preparandoli affinché potessero trovare un lavoro. Unica strada certa per avere dignità e indipendenza. Convinzione che ribadì in una lettera ad Alcide De Gasperi, che l’aveva interpellata per conoscere i bisogni più urgenti della zona, “…non bastano i sussidi economici perché non essendo mai adeguati ai bisogni innumerevoli di chi li riceve finiscono col sembrare un’elemosina e, per chi ha veramente voglia di lavorare, ciò è umiliante.” Consiglia di avviare un programma di ricostruzione delle abitazioni distrutte dalla guerra, di costruire scuole, strade, ospedali, carceri e consiglia delle strategie per scongiurare sia le infiltrazioni della malavita locali, sia le speculazioni politiche. Correva l’anno 1948…

 

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista