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Vernissage della mostra “3×3 – Brizio. Gioia. Manera” presso la Fideuram, filiale di Latina

A cura di Cora Craus –

Curata da Fabio D’Achille, art director di MAD per “Arte contemporanea in FIDEURAM Private Banker”, la mostra “3×3 – Brizio, Gioia, Manera” sarà inaugurata venerdì 10 aprile alle ore 18 presso la Fideuram, filiale di Latina in via del Lido 4. L’ingresso è libero e saranno presenti gli artisti per condividere un brindisi con i vini della Cantina Pecora di Cori con quanti amano l’arte contemporanea e le raffinate conversazioni su di essa.

L’arte contemporanea è anche questo: un’occasione per incontrarsi, condividere emozioni e pensieri, e creare “connessioni” noi, li chiamiamo ancora legami, tra persone che amano la creatività. In un mondo sempre più digitale, l’arte diventa un pretesto per la socialità, un modo per vivere l’arte non solo come espressione individuale, ma come esperienza collettiva. La mostra sarà in esposizione fino al 30 giugno.

Conosciamo più da vicino la mostra “3×3” con le parole del curatore:

“Questa mostra – presentata due anni fa prima a Roma nella storica Galleria di Stefano Simmi e poi alla Villa Comunale di Frosinone – sembra sviluppare un progetto itinerante; seppur in spazi totalmente diversi, l’esposizione si articola e arricchisce di interrelazioni in un spazio extra-ordinario, non una galleria ma un luminoso spazio professionale, la filiale dei Private Banker di Fideuram a Latina. È un luogo pensato per accogliere il pubblico in un contesto diretto e dunque il rapporto con l’arte contemporanea gode di questa dimensione. Le opere dei tre autori, non sono a confronto, non si misurano tra loro, offrono altresì una relazione immediata con lo spettatore. Lo spazio della esposizione spinge a cercare di continuo… un dentro-fuori tra pieno e vuoto, leggerezza e provocazione, misura e metodo, espressione e slancio vitale. Si percepisce subito che Germana Brizio, Cleonice Gioia ed Enrico Manera abbiano tre “caratteri” differenti, che stabiliscono nella mostra connessioni esponenziali di riflessione , i linguaggi tendono a moltiplicarsi, in successione. 
Il segno delicato ma incisivo di Brizio attraversa la carta, il supporto esile proveniente dal legno, sulla cresta di una penna biro, la fatidica Bic e compone dettagli luminosi ed opachi narrando volti, sensazioni nella figurazione quasi realistiche, ma anche sognanti nella loro dimensione compositiva; ogni centimetro di questo lavoro è frutto di riflessione profonda e altrettanto delicata. Il rapporto con una materia naturale è la cifra stilistica dell’autrice pugliese, la natura ospita quindi l’umano e l’animale nell’universo poetico della donna, per l’artista nella sua cornice figurativa c’è spazio solo per uno scampolo di tessuto, insieme all’espressioni caratteriali di stupendi volti femminili che incontrano mito, passione e natura… La poetica di Gioia invece, è istintiva e impattante, si fonda sulla figurazione di volti iperrealisti ed ironici, a tratti sofferti e violenti, appartenenti ad una matrice d’ispirazione pop a tratti fumettistica, la tradizione iconica del disegno italiano, di certe “strisce” anni ’70 e ’80. La sua perizia s’incontra a contrasto su diversi supporti dalla carta alla tela, quasi pronta a svelare tutto quello che il digitale ha fatto esplodere appunto negli ultimi trent’anni! Anche lei, quanto la Brizio, cede alla tentazione di costruire una protezione del suo elaborato visivo con il plexiglas che però a dire il vero offre anche una sensazione di ulteriore preziosità del contesto artistico espresso. Ultimo, ma non-ultimo l’outsider Manera che, “beato tra le donne” ispira e respira il progetto artistico con le sue opere storicizzate e ancora scottanti come appena espresse in un estro creativo, ironico, iconico e geniale.
L’esponente, il moltiplicatore di questa mostra si manifesta attraverso una vita nell’avanguardia artistica italiana che ha creato il nuovo linguaggio dell’arte contemporanea! Le sue opere travalicano disegno e fumetto, nel fenomeno dell’installazione, dei materiali pubblicitari, del digitale come scoperta e mercificazione dell’arte. Ha sperimentato e lavorato sul superamento di una cultura classica nella gestione del colore sui vari supporti prima “gentili” come la carta poi i supporti più “violenti” e rigidi della plastica, ancora quelli delle colle fino alla prima illuminazione artigianale (il neon ad esempio) dei lavori artistici a fare il verso appunto alla pubblicità. Con Manera si chiude il cerchio dell’esposizione in un linguaggio “franco” e provocatorio a metà fra poesia e slogan”

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista