Latina. “Pop Art 4 MAYER” la nuova mostra di Rocco Lancia, curata da Fabio D’Achille presso il Gruppo Mayer.

A cura di Cora Craus –
Un successo annunciato la mostra curata da Fabio D’Achille per MAD, la Contemporary Art Experience di Rocco Lancia, allo show-room del Gruppo Mayer di Piazzale Carturan. La mostra sarà in esposizione fino al 31 marzo.
L’autore frusinate, nell’esposizione “Pop Art 4 MAYER”, fonde, con dipinti su tela e juta, Pop e Street Art con una ironia e un guizzo stilistico verso personaggi famosi e miti.
L’experience ha proposto, oltre al tradizionale vernissage con degustazione di vini – della Cantina di Giorgio Pecora (Cori, LT) – un live painting che l’autore ha eseguito dinanzi ad un pubblico entusiasta. E, come ha sottolineato il curatore: “Non si tratta di una lezione di Arte Contemporanea ma di una vera e propria “performance pittorica” che esprime liberamente l’artista dinanzi la tela”.
La critica d’arte Sonia Berardi con parole limpide e coinvolgenti parole descrive l’arte dell’artista Rocco Lancia:
“Rendere visibile attraverso il colore e la tela uno stato d’animo che non può che essere del tutto personale, l’utilizzo di colori così vivi testimoniano e sottolineano l’urlo di rabbia verso situazioni statiche e quasi inamovibili del nostro tempo… È ciò che accade in questa mostra personale che prende avvio invece da un assioma, dal grido fatto di colori, resi attraverso una semplice richiesta, lontano dal frastuono e dal caos e da lì la composizione di “opere” di donne, assenti, anche solo per un momento attraverso i sensi: l’udito e la vista. Soggetti POP che aspirano a diventare soggetti SACRI. Rielaborazione d’immagini che sono sotto gli occhi di tutti, sottratte all’invisibilità per farle diventare “vedibili” con colori irreali senza distaccarsi mai dalla cosiddetta “riconoscibilità”. Da quando inizia a dipingere con le sue tematiche ludiche e surreali, Rocco Lancia sperimenta il colore con varie forme, accostamenti e tecniche; è il colore ad esprimere ciò che l’artista ha da dire. Il colore quindi segue la sua evoluzione pittorica, tipicamente neo-espressionista, con l’intenzione di trasportare su varie dimensioni cromie forti e dense, violente se vogliamo, così come è neo-espressionista la rappresentazione, con tematiche molto diverse tra loro fino ad arrivare alla conclusione: “il colore è luce e i soggetti rappresentati devono essere fatti di bagliori e di colori irreali quali sono, appunto, i colori fluorescenti” […] I suoi modelli reali ma anche ideali, sono icone che si trovano sul web, sulle pagine patinate di riviste, o persone che posano per l’artista. La predominanza di soggetti femminili che all’artista diventano più facilmente “iconizzabili” non mette però completamente in ombra i soggetti maschili. I soggetti FLUO emanano bagliori in parallelo alla nostra società che sembra a tutti i costi un continuo apparire, scintillando e uscendo dall’anonimato e dal buio, la corsa e la frenesia bloccate dall’uso della tela, qualcosa che rimane e non si logora”.
Chi è l’artista frusinate Rocco Lancia dalla particolare caratteristica di utilizzare: la predominanza di soggetti femminili per renderli più facilmente “iconizzabili”?
Rocco Lancianasce a Roma il 15 luglio 1970; giovanissimo si trasferisce a Parigi con la sua famiglia. Vivere in una delle capitali mondiali dell’arte non può non influenzare una personalità tanto sensibile quanto attenta alle discipline artistiche. Trasferitosi nuovamente in Italia, metterà l’arte al centro del suo percorso di studi, frequentando dapprima il Liceo Artistico di Frosinone “Anton Giulio Bragaglia”, dove approfondisce tematiche legate al Surrealismo e alla Pop Art. Prosegue il proprio percorso formativo iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Roma in Via Ripetta, si laurea in scenografia nel 1996.
Affianca il noto scenografo Dante Ferretti presso gli studi cinematografici di Cinecittà in Roma. Vince nel 1999 il primo premio per il manifesto del Festival Internazionale del Folklore ad Alatri (Fr). Nel 2000 sente nuovamente il bisogno di tornare nella sua Parigi lavorando come aiuto scenografo per l’Istituto del Mondo Arabo e la Bibliothèque National “François Mitterand”.
Da 20 anni vive stabilmente in Italia, dove si dedica ininterrottamente alla sua attività pittorica; organizza sistematiche personali di pittura, segue estemporanee ed eventi culturali, coordinando anche giovani artisti attraverso l’Associazione Artqube del quale è fondatore. Una grande passione riconoscibile in un talento naturale che l’artista ha perfezionato attraverso una vasta ricerca e sperimentazione pittorica.