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La francigena ci regala anche Sutri

Di Luisa Belardinelli –

Venerdì 19 agosto 2016 ore 5:30 – Lasciamo Vetralla alle prime luci dell’alba. Personalmente non vedo l’ora di arrivare nella spelndida Sutri.

Iniziano i nostri 25 chilometri. Percorriamo un bellissimo tratto in una fitta foresta, prima di arrivare alla chiesetta della Madonna di Loreto. Da qui attraversiamo un immenso noccioleto e costeggiamo alcune quercie monumentali, prima di arrivare, improvvisamente, dopo la dolce monotonia del noccioleto, alle Torri d’Orlando, ruderi di un antico monastero.

Torri di Orlando

Torri d’ Orlando

Proseguendo incontriamo un agricoltore del luogo, il quale ci omaggia di deliziose nocciole e ci racconta la tradizione agricola del territorio. Scopriamo che la Tuscia è il centro di produzione più importante d’Italia delle nocciole. La superficie delle piantagioni, prossima ai 18.000 ettari, fornisce una produzione media annua di 40.000 tonnellate che rappresenta il 5% di quella mondiale. Ma il ruolo più importante è quello assunto da questo comparto nell’economia viterbese, in quanto coinvolge più di 8.000 famiglie e 30 comuni, ponendosi come attività produttiva prevalente in 15 di essi.

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Noccioleto

Proseguiamo verso il delizioso borgo di Capranica. Dopo un breve riposo, ci immergiamo in un fitto bosco accompaganto da ruscelli. Un percorso divertente e appassionante.

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Sutri con il suo Anfiteatro scavato nel tufo, il Mitreo e il caratteristico centro storico è ormai vicina.

Sutri (anticamente Sutrium) sorge su un maestoso rilievo di tufo che domina la via Cassia. Le sue origini sono molto antiche. Molte le attrattive: l’anfiteatro romano completamente scavato nel tufo, una necropoli etrusca formata da decine di tombe scavate anch’esse nel tufo, le mura etrusche incorporate da quelle medioevali, un mitreo poi tramutato in chiesa (intitolata alla Madonna del Parto) e il Duomo di origine romanica.

Da non perdere: Villa Savorelli, la porta vecchia, la torre degli Arraggiati, l’Anfiteatro romano, la Necropoli e la catacomba di San Giovenale

La sera arriva in fretta, ceniamo con una deliziosa cacio e pepe, in una storica trattoria del centro a suon di jazz. La notte è più dolce con la musica.

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Luisa Belardinelli

Luisa Belardinelli

Giornalista