Curata da Fabio D’Achille la mostra “L’Insostenibile” di Vito Ribecco al Bbeq a Capo Portiere

A cura di Cora Craus –
Vito Ribecco è approdato nel Museo d’Arte diffusa al Bbeq a Capo Portiere. La mostra dell’autore surrealista contemporaneo pugliese proviene da un lungo tour e ritorna al Lido di Latina più estesa, con alcune nuove opere che arricchiscono la collezione del progetto “L’insostenibile…” La mostra sarà visitabile dal 2 aprile al 28 giugno 2026.
Al Bbeq la mostra accompagnerà fino all’estate una rassegna artistica che MAD svilupperà tra musica, pittura, fotografia e performance letterarie nel consueto rapporto sinestetico con l’ottimo cibo della cucina e anche qualche degustazione enologica del territorio.
Perché “vivere” la mostra di Vito Ribecco? Lo abbiamo chiesto al curatore Fabio D’Achille:
“L’artista di Ginosa affronta paesaggi immaginari intrisi di dinamiche surreali con un approccio cromatico fortemente connotato da colori freddi e solo talvolta si lascia andare al tepore di altre cromie acriliche sulla sue tele. Vito Ribecco utilizza anche materiali di risulta nella composizione pittorica e si diverte nel suo linguaggio artistico anche a stimolare il pubblico a cercare nell’opera un evento discontinuo realizzato con quell’ironia sottile che lo distingue. Le sfumature segnano i passaggi cromatici, rendono più dolci le sue induzioni attrattive verso l’opera pittorica. Non mancano in mostra, le piccole opere pittoriche sospese o volanti, dedicate alla leggerezza dell’adolescenza, che si alternano ai paesaggi desertici o desolati, che rappresentano sempre figure dinamiche di giovanissimi uomini e donne che fluttuano tra cielo e mezz’aria, a metà tra sogno, atletica e street art.
Una mostra che merita uno sguardo attento, meditato ma che lascia un sapore anche allo sguardo più fugace”.
Cos’è, come è cambiato il surrealismo contemporaneo?
Il surrealismo contemporaneo non è più la rivoluzione di Breton con gli automatismi psichici e i sogni freudiani dipinti su tela. È un surrealismo che ha perso l’innocenza del manifesto e ha guadagnato la consapevolezza di vivere dentro un sogno già prodotto in serie.
Oggi l’inconscio non emerge più dal profondo, ma dal feed: collage digitali, render iperrealistici, intelligenza artificiale che fonde oggetti impossibili con naturalezza inquietante.