Autrici pontine. “Dove sei?” il nuovo libro di Geltrude Agrestini

Di Cora Craus –
La rinascita del figliol prodigo: potremmo sintetizzare così la storia del nuovo romanzo breve della scrittrice pontina Geltrude Agrestini. Non a caso, cito la Bibbia, perché gli eserghi del libro sono tutte citazioni o di ispirazione biblica, come se l’autrice avesse voluto ancorare il racconto, ultra contemporaneo, a una tradizione millenaria, a una saggezza antica che parla ancora oggi con la medesima intensità. Lo stesso titolo, “Dove sei?”, è ispirato alla prima domanda che Dio rivolse al primo uomo, Adamo, una domanda che riecheggia attraverso i secoli e che ha affascinato filosofi e teologi, una domanda che è anche un richiamo, un invito a tornare a casa, a ritrovare la propria strada e la propria essenza più profonda e autentica.
Il protagonista del racconto è Leandro, un ragazzo dei nostri giorni, nato e cresciuto in una bella e sana famiglia. Eppure… Leandro è un ragazzo furbo, intelligentissimo, dalle pirotecniche azioni, ma ha un animo violento, irascibile e una reale inclinazione truffaldina.
L’autrice presenta il protagonista e la sua famiglia con una narrazione lineare e facile da seguire e un linguaggio ricco, suggestivo e coinvolgente quasi in “presa diretta”.
Geltrude Agrestini, in questo romanzo, affronta tutte le problematiche legate al mondo dell’adolescenza e dei giovani in generale, dove emerge il suo animo, il suo profondo impegno di insegnante, che ha caratterizzato la sua vita. La lettura di questo nuovo lavoro porta il lettore/trice ad un’appassionante esplorazione della condizione umana, con tutte le sue contraddizioni e le sue sfide.
I genitori di Leandro sono Giuditta, la mamma, è un ingegnere ambientale che ha lasciato il lavoro per dedicarsi alla famiglia, e al suo occhio perspicace non sfugge nulla; Stefano, il marito, è un affermato avvocato che prende la vita, e anche il ruolo di padre, con leggerezza.
Ma conosciamo da vicino Leandro Magni e i suoi fratelli attraverso le parole dell’autrice: “ …il diverso carattere di cui erano dotati non avevano maturato ancora un rapporto di convivenza sereno. Il primogenito caratterialmente dotato di un temperamento calmo, riflessivo, amante della lettura, riservato, poco incline a fare amicizie evitava di scontrarsi con gli altri. Lasciava correre per non impegnarsi in contese, atteggiamento che faceva imbestialire Leandro facilmente eccitabile, impetuoso, desideroso dello scontro. Sofia in quanto femmina sapeva come cavarsela, dolce con ambedue ma pronta a svignarsela quando era opportuno per non allearsi con nessuno dei fratelli.”
Tutto il romanzo è un susseguirsi di colpi di scena, dove la “scena” è innescata e “rubata” dal difficile carattere di Leandro. Cosa che non gli impedisce di affermarsi come agente immobiliare, ma sempre circondato da un humus malavitoso.
L’amore, la passione, tematiche spesso al centro della produzione dell’Agrestini, possono essere fonte di gioia immensa, come di tragedia. Per Leandro, l’amore per Elisabetta, la fidanzata del fratello, sarà davvero tutto e il suo esatto contrario: sarà folle passione e prova karmica, che lo condurrà in Perù e a un lungo viaggio interiore, dove un compagno di viaggio, incontrato per caso sull’aereo, si rivelerà essere il suo Virgilio. La figura di Elisabetta incarna anche la fragilità e la complessità, le pesanti contraddizioni delle relazioni umane.
Leandro, bello, viziato, sfrontato e di successo, dovrà confrontarsi, in maniera catartica, con la grande dignità di quel popolo indios che, né la miseria endemica né le malattie, riescono a scalfire.
Leandro, rientrerà mai nella sua amata Roma, nella sua famiglia, e sarà accolto come un figliol prodigo, o sarà sempre e solo un Caino?