Al “Lestrella pop” di Latina “GIUSEPPE DE SANTIS E IL SUO CINEMA” – documentario sul grande regista fondano

A cura di Cora Craus –
Il documentario “Un’altra Italia era possibile. Il cinema di Giuseppe De Santis” (2023, 70 min.) a lui dedicato dal regista Steve della Casa, sarà proiettato presso lo spazio Lestrella pop, in largo Jacopo Peri 82, nel Centro Lestrella, nel Quartiere ex Q4 di Latina, sabato 21 alle 18.00 con una introduzione di Virginio Palazzo esponente dell’associazione “Giuseppe De Santis” promotrice ogni anno dell’apprezzato Film Festival di Fondi e del progetto in itinere della creazione di un Museo del neorealismo nel complesso di San Domenico a Fondi.
L’evento a pochi giorni dall’anniversario della nascita di Giuseppe De Santis, l’11 febbraio 1917, sarà un’occasione per conoscere e ricordare uno dei grandi maestri del cinema italiano e mondiale.
Il filmato, arricchito dalle testimonianze di allievi e colleghi, tra i quali Mario Martone e Paolo Virzì, ripercorre la vita e la carriera di De Santis, facendo luce sulle sue radici culturali, il suo impegno civile e politico, con uno sguardo sempre attento ai costumi sociali, al mondo contadino, del lavoro e a quello dell’emancipazione femminile, iconica l’immagine sensuale e prorompente di Silvana Mangano “mondina” in “Riso amaro”, che la affermò come sex symbol internazionale.
“L’evento – si legge in una nota – segna anche l’esordio di uno specifico “Gruppo Cinema” di Lestrella pop, ne sono promotori Gianmaria Cataldo e Dario Petti, che intende organizzare appuntamenti come proiezioni di film, documentari, mostre, presentazioni di libri, dibattiti incentrati sull’arte cinematografica e i suoi protagonisti, un ulteriore arricchimento per uno spazio come quello di Lestrella pop che si sta caratterizzando per le numerose iniziative ricreativo-culturali in un territorio periferico, i quartieri ex Q4-Q5, ma ormai punto di riferimento per l’intera città”.
Giuseppe De Santis, un artista, un regista, un uomo.
Nato a Fondi in quella terra pontina che tanto lo ha ispirato (“Non c’è pace tra gli ulivi”, “Giorni d’amore”), tra i padri fondatori del neorealismo, celebrato con il Leone d’oro alla carriera, quella di Giuseppe De Santis è la storia di un regista che ha saputo attirare su di sé l’attenzione di tutto il mondo (candidatura Oscar con “Riso amaro”), di un docente di cinema che ha saputo meritarsi la riconoscenza e l’affetto di tutti i suoi allievi e di un cinefilo che ha saputo unire l’impegno sociale e civile con una capacità spettacolare degna di Hollywood.