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Autori pontini. “Il principe del Promontorio – Grotta Guattari e il volto autentico del Circeo” di Lucia Fanelli e Angelo Guattari

Di Cora Craus –

“…Ci pensai e ripensai più volte, fino a quando mi parve ineluttabile prendere l’unica decisione che la coscienza mi indicava. Dovevo rimuovere da me il rancore che da sempre portavo dentro verso tutto ciò che riguardava Grotta Guattari, le cui vicende avevano influito tanto negativamente sulla mi vita: dovevo interessarmi alla Grotta…”

È un brano del libro “Il principe del Promontorio – Grotta Guattari e il volto autentico del Circeo” (ed. Atlantide – pag. 292 – €16) di  Lucia Fanelli e Angelo Guattari.

La storia dei protagonisti raccontata in modo intimo e intimistico dalla viva voce “del principe del Promontorio”, ovvero Angelo Guattari, affiancato dalla scrittrice Lucia Fanelli. Un delicato, a tratti romantico lavoro in filigrana che però non riesce a nascondere il dolore depositato e radicato nell’animo dell’autore.

D’altronde, quando si trova il coraggio di scrivere un racconto autobiografico, è un’opportunità unica di riflettere sulla propria vita, di esplorare i propri pensieri e sentimenti, scoprire nuovi aspetti di sé e ritrovare una identità, capire qual è stato, o qual è, il nostro posto nel mondo e di condividere in maniera “protetta” e selettiva, grazie al lavorio della scrittura, la propria esperienza con gli altri. Un autobiografia è sempre un atto di amore, di pacificazione.

“Il principe del Promontorio” è un’autobiografia sia personale sia di una comunità, di un luogo magico come pochi al mondo: San Felice Circeo.

L’autore, attraverso la propria storia e il nome che porta, è legato indissolubilmente a una scoperta scientifica di valore internazionale: il cranio intero dell’uomo di Neanderthal, scoperto in una grotta di proprietà della famiglia Guattari durante alcuni lavori di ampliamento del loro hotel nel 1937. Da subito, l’autore ci anticipa che questa grande scoperta, fatta da suo padre Alessandro, è foriera di grande gloria e di moltissima sofferenza e perdita.

Nel libro, sfilano la storia politica e sociale di San Felice Circeo, dal tempo della bonifica ai giorni nostri. Angelo, questa storia, l’ha vissuta in prima persona come bambino sanfeliciano, nato fuori dal matrimonio. Sarebbe stato riconosciuto da suo padre molti anni dopo, dopo aver conosciuto la povertà e la durezza dell’orfanatrofio. Ma è stato anche un amministratore comunale, un sindacalista, un attivista politico, e questo gli permette di poter raccontare dall’interno le tante sfaccettature dell’evolversi della società sanfeliciana dell’ultimo secolo.

 Senza dimenticare che il promontorio del Circeo è il protagonista del X canto dell’Odissea, un ricordo che Angelo Guattari tratteggia davvero in maniera molto “familiare”.

 Come? Non vogliamo togliervi il piacere della scoperta: dovrete leggere il libro.

Tra le pagine, vi è uno scorrere di nomi che, ciascuno a modo suo, hanno lasciato tracce indelebili: da Benito Mussolini ad Anna Magnani, passando per Alberto Carlo Blanc e suo padre, Gian Alberto, Presidente dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana, lo scrittore Giovanni Comisso, Massimo Serato, Antonio Pennacchi, ecc. Ma credo che, come me, molti lettori si perderanno inseguendo i “piccoli” personaggi, le storie umane, le tradizioni religiose e non, le leggende che formano l’ossatura portante della narrazione.

Il libro apre con la scoperta della Grotta Guattari e chiude con il convegno per gli ottant’anni della Grotta Guattari: questo è il filo rosso che lega Angelo Guattari e San Felice al mondo della scienza, alla visibilità internazionale che questo comporta e, purtroppo, anche al moltiplicarsi della maligna vanità, all’ingiustizia che prima Alessandro e poi Angelo hanno dovuto sperimentare sulla propria pelle.

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Cora Craus

Cora Craus

Giornalista